“Tutta la campagna elettorale del 2005 fu giovata, e purtroppo vinta, dal “diverso” Vendola sulla grande illusione che lui avrebbe ‘restituito il maltolto da Fitto’ nel senso che avrebbe riaperto tutti i reparti sanitari e ospedalieri dismessi dalla Giunta di centrodestra e avrebbe rimesso il malato

al centro dell’attenzione. A sei anni da quelle chiacchiere, tocca al Tar ripristinare i diritti inviolabili dei cittadini di Gagliano del Capo calpestati da Vendola che, da Presidente della Regione, ha deciso di chiudere l’ospedale di Gagliano senza neanche prevedere dove e come gli utenti – pazienti di quell’ospedale, potranno andare a curarsi”. Il paradosso viene denunciato in una nota dal consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti, che aggiunge: “Sulla pelle dei pugliesi, Vendola ha deciso di chiudere 18 ospedali per fare cassa, senza tagliare di 1 euro sprechi e clientele che continuano invece a svuotare le casse delle Asl, come dimostrano le decine di inchieste giudiziarie e, ultima in ordine di tempo, quella sulla gestione della Sanitaservice di Foggia. Siamo al fianco dei cittadini di Gagliano e degli altri Comuni in cui Vendola sta chiudendo gli ospedali, non per cavalcare strumentalmente una protesta come fu fatto dalla sinistra nel 2004, ma per chiedere alla Giunta Vendola che gli ospedali vengano quantomeno sostituiti da servizi e presidi sanitari alternativi e che i cittadini non vengano abbandonati a se stessi. Il Salento paga più di altri territori della Puglia: basti pensare che da gennaio scorso ad oggi, i cittadini del Salento sono stati privati della possibilità di sottoporsi alla Pet – Tac e che l’assessore Fiore oltre a dirsi pubblicamente e vergognosamente ‘rotto’ di questa situazione, non ha alzato un dito; basti dire che il Vito Fazzi, il più grande nosocomio del Salento, è paralizzato dall’assenza di infermieri e i vertici della Asl scaricano colpe e responsabilità sui pochi infermieri in servizio; basti dire che le liste d’attesa in tutto il Salento sono chilometriche. Sei anni fa Vendola ha illuso, ingannato, strumentalizzato la sofferenza”.
“Ora – conclude Marti – ha il dovere quantomeno di andare a guardare in faccia quei cittadini a cui sta negando anche i diritti essenziali”.

Intanto il consigliere regionale PdL Saverio Congedo scrive una lettera al presidente della Regione ed all’assessore alle Politiche della salute.
“Caro presidente Vendola e caro assessore Fiore,
francamente mi risulta incomprensibile l’ostinazione in atto nel negare qualsiasi attenzione ai sindaci del Comune del Capo di Leuca (Gagliano, Patù, Alessano, Castrignano del Capo, Corsano, Tiggiano, Marciano di Leuca, Acquarica del Capo, Salve e Presicce) che segnalano i gravissimi disagi arrecati al loro territorio dalla chiusura in atto dell’unico ospedale ivi operante, il ‘Daniele –Ramasi’ di Gagliano.
Tanto più incomprensibile e grave è tale ostinazione ove si consideri che in presenza di un tavolo tecnico che definisca nuovi strumenti di salvaguardia del diritto alla salute delle loro popolazioni, i suddetti sindaci si dichiarano anche disponibili a ritirare il ricorso che ha già conseguito dal TAR di Bari la sospensiva di tale chiusura, che intanto va sollecitamente attuata.
Né si può far finta di non sentire un’istanza tanto motivata quanto forte e accorata, peraltro di fronte al drammatico annuncio di dimissioni di massa nelle mani del prefetto da parte dei sindaci, legittimi rappresentanti della aspettative, delle ansie e dei timori di un territorio che conta 50 mila abitanti d’inverno e oltre 350 mila d’estate.
Di qui il mio appello pressante per una pronta convocazione dei sindaci stessi, in un doveroso spirito di apertura e di collaborazione istituzionale nell’affrontare una questione così importante e delicata come il diritto alla salute per i cittadini.
Certo di un cortese riscontro, invio cordiali saluti.”

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