“Se Governo regionale e maggioranza avessero voluto davvero approvare in tempi brevi la cosiddetta “leggina” del Pd sulle RSA, avrebbero avuto i numeri, i tempi e le possibilità di legge e regolamento per farlo, esattamente come hanno fatto per tante altre leggi sulle quali noi non eravamo d’accordo”.

Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, che ricorda: “L’iter di questa Proposta di Legge è iniziato da oltre due mesi: prima mancava l’accordo tra Governo e maggioranza, poi mancava l’accordo interno alla maggioranza, poi mancava il Governo regionale in aula. In questo tempo siamo sempre stati disponibili a consentire discussione e votazione del provvedimento e, anche qualora non lo fossimo stati, la maggioranza avrebbe avuto comunque numeri e possibilità per discutere e approvare in tempi da record. Ricordiamo che la volta scorsa fu il Presidente Introna, a nome dei capigruppo di centrosinistra, a chiederci di rinviare il Consiglio. Ricordiamo anche che in questi due giorni di Consiglio la maggioranza avrebbe potuto tranquillamente accelerare i tempi di discussione ed approvazione. Ne deriva che la maggioranza, come ripetiamo ormai da mesi, si fa ostruzionismo da sola e in questo non ha alcun bisogno del nostro “aiuto”. Piuttosto che uscire dall’aula oggi, avrebbero potuto stabilire nei giorni scorsi termini e modalità di discussione e votazione prioritaria della leggina. Il fatto è che nel merito del provvedimento più di qualcuno ha qualche dubbio. I nostri sono gli stessi per cui non abbiamo votato il Piano di Rientro, pur ritenendolo indispensabile ed avendolo sollecitato per un anno e mezzo, perché è privo di una prospettiva di futuro e di cambiamento. La situazione della sanità pugliese nello spaccato che emerge dalle inchieste della Magistratura e dalle denunce degli stessi consiglieri regionali di maggioranza (vedi Dino Marino) richiede un immediato segnale di cambiamento, con una misura choc simile a quella adottata dal Presidente Caldoro in Campania: commissariare le Asl con esponenti di Guardia di Finanza, Ros e Nas”. Lo ha detto il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, nell’intervento conclusivo del dibattito in Consiglio sulla proposta di Legge del Pd sulla trasformazione degli ospedali dismessi in RSA. Siamo garantisti fino all’osso del collo – ha confermato Palese – ma ciò non significa mettere la testa nella sabbia. Abbiamo proposto alla maggioranza di salvare i 18 ospedali che invece ha deciso di chiudere, tagliando dell’1% la spesa di acquisti ingiustificati di beni e servizi da parte dei direttori generali. Quell’1% è certamente in quanto emerge dalle cronache giudiziarie sulla gestione delle Asl: dai frigoriferi pagati 4 volte in più del prezzo di mercato, ai ferri chirurgici marchiati nell’ambito di un appalto che nessuno a verificato e così via. Il sistema è fuori controllo e la Regione non è in grado di controllarlo; si taglia solo l’assistenza senza prevedere strutture né servizi sanitari alternativi in quei territori in cui si chiudono gli ospedali (ed è peraltro il motivo per cui il Tar ha bloccato la chiusura dell’ospedale di Gagliano). Serve un cambio culturale forte e immediato, noi quindi torniamo a proporre norme strutturali di controllo e contenimento della spesa, perché non si può continuare ad andare avanti sull’onda dell’emergenza, assistere impassibili al depauperamento delle risorse e all’eliminazione dei servizi sanitari essenziali. Chiediamo al Governo regionale di fermarsi, riflettere, avere il coraggio di riformare radicalmente il sistema. Altrimenti né soldi in più né manager integerrimi e competenti potranno riuscire a garantire trasparenza ed efficienza della sanità in questa regione”