Wojetec PankiewiczPolemizza ancora il consigliere Pankiewicz a proposito cena solidale del 3 aprile 2011, organizzata dal Sindaco Paolo Perrone presso il Centro Sociale di via Vecchia Carmiano. “Con le mie critiche cerco di far fare all’Amministrazione Perrone un salto qualitativo, passando dalla sua cultura neofeudale del fare l’elemosina, fare la carità, fare la beneficenza, alla cultura dei diritti sociali, dei servizi sociali, delle politiche di contrasto alla povertà per aprire nella nostra città una nuova stagione di politiche sociali”

 La proposta del consigliere è infatti quella di attrezzare una mensa stabile per i poveri con i soldi, diecimila euro, che il prof Carlo Foresta dell’università di Padova ha restituito. Questo contributo era stato destinato dal comune di Lecce ad un progetto di prevenzione delle malattie andrologiche giovanili e per il quale il consigliere Pankiewicz aveva già espresso le sue perplessità. “Credo che questi soldi rientrati siano sufficienti per allestire una mensa per i poveri della città da far funzionare anche con il massimo coinvolgimento di tutte le associazioni di volontariato. Sono state capaci di fare ciò le Caritas parrocchiali, perchè proprio il Comune non dovrebbe riuscirci. Se il sindaco vuole, sono disposto a dargli una mano, avendo nel campo una certa esperienza maturata nell’Azione Cattolica. Il mio scopo è che il Comune di Lecce abbia la mensa per i poveri che funzioni tutti i giorni dell’anno” ha commentato il consigliere.

Nella proposta lo appoggiano i giovani dell’UDC provinciale che si esprimono in una nota: “La vicinanza alle persone bisognose è doverosa da parte delle Istituzioni, ma è seria solo se inserita in un più ampio contesto di programmazione delle politiche sociali, ad oggi assente nel Comune di Lecce. I valori fondanti la nostra società quali solidarietà e fraternità vanno dimostrati  sempre, non solo nell’anno in cui si avvia la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative del 2012.
I bisognosi hanno oggi bisogno di poco formalismo e di molta sostanza; quella sostanza che è stata ed è propria solo della Caritas e degli altri ambienti cattolici che quotidianamente si battono per garantire un minimo di conforto a questi esseri umani.
I bisognosi vanno assistiti tutti i giorni dell’anno, senza bisogno alcuno di cene estemporanee che hanno solo il sapore della propaganda