Sabato 5 marzo alle ore 18 si terrà il terzo appuntamento a Lecce (all’Hotel Hilton Garden Inn) della 5^ edizione di Sfide culturali e politiche. L’iniziativa è organizzata da Progetto Osservatorio, in collaborazione con la Fondazione Nuova Italia, con la Fondazione Magna Carta, con Compagnia delle Opere, con Alleanza Cattolica, e con il patrocinio di Confindustria Puglia

 Il calendario degli incontri di quest’anno si collega al 150° dell’unificazione e cerca di conoscere che cosa è stato il Sud d’Italia prima dell’Unità e perché i problemi dei meridionali da una certa data sono cresciuti a dismisura. Si tratta, cioè, di identificare le ragioni per le quali, in modo più o meno consapevole, e non solo al Sud, l’Unità d’Italia non è ancora pienamente entrata nella memoria collettiva degli italiani.

Sabato il programma prevede La sfida di Maria Sofia, l’ultima Regina. Processo alla moglie di Francesco II, ultimo Re delle Due Sicilie. Sarà celebrato un processo in piena regola a Maria Sofia von Wittelsbach, che nel gennaio 1859, a 18 anni, lasciò la Baviera per andare in sposa al giovane erede Francesco di Borbone. Nel maggio successivo, poche settimane dopo il matrimonio, Francesco salì al trono e, con Maria Sofia, guidarono il Regno fino alla capitolazione di Gaeta, il 13 febbraio 1861. Proprio durante l’assedio di Gaeta la giovanissima regina conquistò affetto e popolarità, incoraggiando personalmente i soldati sulle mura e sostenendo e aiutando i civili, nella città e negli ospedali. Maria Sofia morì a Monaco nel 1925, dopo una vita lunga, avventurosa e controversa (sarà accusata anche di aver tramato l’omicidio di Umberto I). Attraverso il dibattimento, che conoscerà l’esposizione dei capi di imputazione e l’illustrazione della difesa, si punta a ricostruire un passaggio fra più significativi della vicenda unitaria. Maria Sofia è interpretata dall’attrice Alessandra Crocco, dei Cantieri teatrali Koreja, il pubblico ministero è Francesco Paolo Sisto, deputato al Parlamento e avvocato penalista del foro di Bari, il difensore è Giovanni Formicola, avvocato penalista del foro di Napoli, e c’è spazio anche per Gabriele D’Annunzio, che viene sentito come testimone, ed è interpretato dall’avv. Pier Luigi Portaluri. Alfredo Mantovano è il giudice: più che giudice, arbitro, visto che la giuria, che viene chiamata a esprimere il verdetto, è il pubblico presente. 

 

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