L’operazione della polizia postale di Cagliari è stata ribattezzata “Giovani Marmotte”. Esploratori della rete informatica che, grazie alle loro abilità, sono riusciti a prosciugare i conti online di numerose persone, circa 300 i casi contestati, in giro per l’Italia. Di Nardò una delle vittime, ma forse non l’unica della provincia di Lecce.

Pirati informatici così esperti, da riuscire a violare persino uno dei server della Nasa. Trentuno le giovani marmotte finite nei guai, tra le quali c’è anche un 17enne della provincia di Lecce che, insieme ad altri 6 minori e 24 ragazzi, poco più che maggiorenni, cinque dei quali sono finiti in manette, avrebbero imbastito la truffa telematica. Nella sua casa, a 30 km da Lecce, gli agenti della polizia postale hanno sequestrato un personal computer ed un telefono cellulare.

La compagine criminale, dedita ad attività di hacking, cracking, phishing e frodi online, avrebbe prelevato illecitamente oltre 100mila euro. Il metodo era semplicissimo: attraverso l’invio massivo di false mail da banche online e Poste Italiane, gli hacker riuscivano a venire in possesso dei dati personali e dei codici d’accesso per carte di credito e postepay, che confluivano direttamente in un server, gestito dalla banda. Le password venivano poi utilizzate per trasferimenti di denaro e costosi acquisti online.

A vario titolo, i 31 giovani sono accusati di frode informatica, truffa, indebito utilizzo di carte di credito, accesso abusivo ai sistemi informatici e riciclaggio. Proprio quest’ultima l’ipotesi di reato formulata nei confronti dello studente salentino, che avrebbe intascato una piccola somma di denaro come compenso per una transazione illecita. Per farlo, avrebbe utilizzato la sua carta postpay. Risalire a lui è stato un gioco da ragazzi.

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