Nessuno osa parlare di scudetto; neanche il Milan che, dopo aver passeggiato sulle macerie della Juve, sposa la tesi del “campionato ancora lungo”. Lungo quanto ? Abbastanza, ma sempre più corto e pertanto, quando i distacchi tra l’una e l’altra squadra restano immutati, il gioco, in realtà, volge a favore di chi sta avanti; la qual cosa vele in egual misura per l’alta classifica come per la parte bassa.

L’anticipo degli anticipi ( gli anticipi sono in crescita quasi esponenziale) non è stato favorevole ai colori giallorossi locali; i tre punti, sappiamo come, hanno preso la direzione dei colori giallorossi della capitale. Visto l’esito del “derby” giallorosso,  l’interesse dei tifosi si è immediatamente riversato su tre confronti della domenica: Samp-Cesena, Napoli-Brescia e Chievo-Parma;  Udinese Bari interessava probabilmente assai poco  anche ai biancorossi ormai consapevoli del loro destino a prescindere dalle dichiarazioni ufficiali.
Su Samp- Cesena sono possibili tre ipotesi:
1) Il Cesena è un Barcellona in fieri; ipotesi da scartare.
2) La Samp è a brandelli; vedere per credere.
3) Maccarone e Biabiany non possono essere l’ideale riempitivo dei vuoti  lasciati da Pazzini e Cassano; i conti di cassa quadrano mentre la classifica langue e salta l’allenatore.
Mimmo Di Carlo è vittima di Garrone; poichè i presidenti non  possono autolicenziarsi, Garrone, dopo aver indebolito la squadra . . . . licenzia il tecnico.
Il Brescia ha pareggiato con qualche merito a Napoli sfiorando addiritura la clamorosa vittoria dopo esser stato ad un palmo dalla sconfitta. Il pareggio tra Chievo e Parma fa muovere la classifica di entrambe mentre il Catania si blocca a Firenze.
Il Lecce ritorna dunque in “zona rossa” da dove si era allontanato con merito indiscusso: la, per alcuni versi, sconcertante sconfitta interna con la Roma rimette tutto pericolosamente in gioco anche se, già da domenica prossima, tutto potrebbe tornare come prima e dunque meglio di prima.
Serse Cosmi ha esordito alla Guida del Palermo con una sconfitta per due a zero; poichè il punteggio è limitato rispetto al sette a zero che ha fatto silurare Delio Rossi, Zamparini ha motivo di esultare: “avete visto, dirà, che avevo ragione io?”
Ultima annotazione a proposito di arbitri e collaboratori: le vocazioni artistiche sono in forte crescita; si nota la tendenza ad imitare Michelangelo, infatti le “cappelle”non si contano più !

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