Avversario scomodo, questa Udinese; avversario scomodo, subdolo e di grande qualità. Qualità che spesso riesce a mascherare per colpire improvvisamente, quasi a tradimento; tradimento calcistico, si intende; niente di men che lecito.

La generosità del Lecce potrebbe andare a sbattere contro questa apparente docilità intuendo che l’apparente atteggiamento cauto e remissivo dei friulani sia una sorta di lasciapassare per un assalto in massa, difensori compresi, quasi che il gol debba arrivare per forza di cose! Si tratterebbe di una eroica forma di suicidio, sarebbe come poggiare la testa nella ghigliottina e osservare, in alto, la mannaia immobile ma pronta a sganciarsi. Quel che il Lecce dovrà evitare con somma attenzione è la concessione di spazi sulla propria posizione difensiva; serviranno dunque pazienza ed applicazione certosina.
Pazienza anche da parte dei tifosi, spesso inclini ad esortare la squadra incitandola all’assalto a prescindere dai conseguenti rischi.   
Detto ciò non si può non far cenno anche alla pericolosità dei giallorossi quando essi si esprimano con la sagacia e la fantasia dei loro rifinitori; sotto questo aspetto c’è da registrare la favorevole prospettiva della ritrovata disponibilità di David Di Michele il cui impiego aumenterebbe decisamente la caratura offensiva.
La partita va inquadrata tra quelle il cui pronostico non è ancorabile agli usuali stereotipi o alla “pesatura”della qualità in campo: il Lecce dispone di carte susce ttibili di orientare il risultato finale a proprio vantaggio, ma dovrà giocare con raziocinio; è fuor di dubbio che anche la squadra di Guidolin disponga di ottime carte!
Il Maresciallo di Francia, cavalier Jaques de La Palice, concluderebbe affermando che il vincitore sarà chi avrà meglio giocato le proprie carte.

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