Sarà inaugurata questa sera alle ore 18.00 nel Castello Carlo V a Lecce, la mostra dedicata ad un grande artista surrealista nel novecento: Marc Chagall.
Russo ma trapiantato in Francia, Chagall nasce nel 1887 a Vitebsk nell’attuale Bielorussia e si spegne all’età di 97 anni nel 1985.

Influenzato dalle correnti artistiche del suo tempo e da grandi pittori come Picasso e Mirò, fa anche amicizia con altre personalità di spicco come Apollinaire e Delaunay.

 

La poetica di questo artista è molto complessa e articolata e si snoda attraverso cinque momenti diversi, rappresentati da altrettanti riferimenti letterari nelle 82 opere allestite nella mostra leccese e prodotte dal grande artista. Le acqueforti, con le “Anime morte”, tratte dal romanzo omonimo di Gogol, nel quale viene descritta una versione quasi infernale della Russia; le “Favole di La Fontaine”, capolavoro della letteratura francese e ironica satira del potere; la Bibbia, con alcune scene tratte dal vecchio testamento.

Sono invece litografie a colori e non, quella della serie “Jacques Lassaigne”, tratte da un libro brocciato, scritto da questo autore e “Dessins pour la Bible”, dove Chagall riprende le vicende dell’antico testamento.

Teatro di questa mostra sarà la Sala Maria D’Enghien nel Castello di Carlo V a Lecce, dove rimarrà fino al 29 maggio. L’allestimento di questo grande artista, si collega al progetto promosso dal comune di Lecce e dall’assessorato della cultura nella figura di Massimo Alfarano, Lecce Capitale dei Week-end.

Non è un caso infatti che la mostra si coincida con tutta la durata del progetto, che ricordiamo è in collaborazione anche con Ryan Air che promuove sconti e pacchetti di offerte fino alla fine di maggio per giungere a Lecce e raggiungere l’obiettivo di destagionalizzare il turismo in città, che diventa così anche meta culturale.

“Lecce è sempre di più una città raggiunta da chi ama le mete culturali”, ha affermato il Sindaco Paolo Perrone. “Noi crediamo molto in queste iniziative, perché servono alla città.”

La mostra è stata curata e allestita dal professore Tito Carpentieri, che ha redatto anche il testo del libricino “Il segno dell’anima” che accompagna l’allestimento. Da ricordare anche il contributo dell’architetto Nicola Elia che ha collaborato al coordinamento e Marco e Laura Guastalla che hanno realizzato le schede grafiche della guida.

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