Questa mattina, i rappresentanti dell’UDU hanno convocato una conferenza stampa per difendersi dalle numerose critiche apparse sulla stampa nella giornata di ieri, riguardo la questione tasse, che si è risolta con un abbassamento sostanziale del contributo di facoltà al 48%.

Un successo a metà, considerato che la battaglia continuerà ancora a luglio quando verrà stilato il nuovo manifesto degli studenti in nel quale si cercherà di abbattere il principio di tassazione basato sulla meritocrazia.

 

L’UDU è stato accusato però, nonostante l’abbassamento delle tasse, di non aver avuto a cuore il bene degli studenti e di aver utilizzato dei fondi del CDS per riempire il buco di 1.600.000 euro e che dovevano essere destinati invece, per realizzare o migliorare i servizi dell’ateneo.
E le accuse sono state mosse proprio da alcune associazioni studentesche che tra l’altro nel consiglio di amministrazione di lunedì 28 hanno votato in maniera contraria alle proposte messe in atto dall’UDU: si tratta de La Sveglia e di Progetto Universitas.

Questa mattina l’UDU ha ribadito che queste accuse sono ingiuste, soprattutto dopo l’impegno profuso per una battaglia che viene portata avanti dal 2008 e cioè da quando le nuove riforme ministeriali, paventavano tagli e i rischi già di un aumento delle tasse universitarie.

“Ci hanno detto che il nostro obiettivo era un’utopia e invece le nostre proposte, che solo noi abbiamo lanciato al consiglio di amministrazione, sono state accolte.”
Quanto l’accusa di aver utilizzato i fondi del CDS che la Regione aveva concesso per riempire il buco del bilancio, l’UDU ammette che per quest’anno, l’urgenza era data proprio dal rischio di perdere iscritti a causa della forte tassazione e che quindi i soldi destinati ai servizi sarebbero stati inutili in mancanza appunto di studenti che potessero usufruirne. Inoltre della quota nelle mani del CDS, sono stati prelevati solo 90.000 euro, mentre i restanti 100.000 sono rimasti a disposizione per i lavori sui servizi.

Un’altra accusa da cui l’UDU si è difeso è stata quella di prendere fondi dalle biblioteche e dalle strutture universitarie.” In realtà”, ci spiegano i rappresentanti, “l’aumento delle tasse degli ultimi due anni, ha portato un surplus nelle tasche di queste strutture e il nostro intento era proprio di utilizzare quel di più, per andare ad abbassare ulteriormente il contributo di facoltà.”

“Le altre associazioni non sono state propositive e noi abbiamo portato comunque avanti la battaglia”, hanno poi continuato. ”Per noi era indispensabile mantenere in vita un modello di università che fosse pubblico e accessibile a tutti.”

Un ultimo appunto è stato fatto circa le critiche contro il Sindaco Perrone “che ha approfittato dell’onda mediatica per promettere aiuto e poi in concreto non lo ha fatto. Anzi è stato trovato persino un cavillo per cui non ci è stato di alcun aiuto. Le nostre critiche quindi riguardano solo i fatti che sono noti a tutti.”

 

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