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Ieri pomeriggio, Lecce si è colorata del tricolore italiano per accogliere la marcia che ha celebrato i 150 anni trascorsi da quel lontano 1861 in cui l’Italia divenne unita. Bandiere rosse, bianche e verdi quindi per le vie del centro e nelle vetrine dei negozi, addobbati per l’occasione anche con abiti, divise militari e ricordi della storia italiana.

Il corteo, che è partito dal simbolico Arco di Trionfo, più comunemente conosciuto come Porta Napoli, si è spostato quindi lungo le vie della vecchia Lecce fino in piazza S. Oronzo, dove si sono unite anche le rappresentanze delle forze armate e di tutti i comuni della Provincia con i loro gonfaloni.

 

E sulle note dell’Inno di Mameli, suonato dalla banda che apriva il corteo anche le scuole elementari, medie e superiori leccesi, hanno sfilato sventolano le bandiere e cantando con una sola voce il canto composto dal giovane eroe all’età di 21 anni.

La marcia è continuata poi fino al Politeama Greco, dove è convogliato tutto il corteo per assistere ad uno spettacolo commemorativo. Il coro e l’orchestra dei giovani del conservatorio di Tito Schipa, si sono esibiti suonando e cantando alcuni brani celebrativi, aprendo la serata proprio con il famoso Inno.

Pubblico in piedi e mano sul petto quindi, per cantare le parole di Mameli ancora una volta. Presenti in platea tutte le autorità civili, militari ed ecclesiastiche, tra cui il Vescovo Metropolita di Lecce, Monsignor Domenico D’Ambrosio, il questore Antonino Cufalo, il comandante dei carabinieri Maurizio Ferla e a quello della Guardia di Finanza Patrizio Vezzoli.

Sono poi saliti sul palco, in rappresentanza, il Primo Cittadino Paolo Perrone, il Presidente della Provincia Antonio Gabellone, la Vice Presidente della Regione Loredana Capone e il Ministro per i Rapporti con le Regioni.

Perrone ha voluto ricordare in particolare gli uomini e le donne salentini che hanno fatto l’Italia e che si ricordano nelle cronache storiche: spazio quindi ad Antonietta De Pace, a Sigismondo Castromediano, a Giuseppe Libertini, a Gioacchino Toma, a Fedele Albanese e a tanti altri.

Gabellone, quanto l’onorevole Capone e il ministro Fitto, hanno invece voluto sottolineare quando il nostro Sud può ancora fare per l’Italia e può ancora dimostrare il suo valore; hanno parlato delle grandi potenzialità che i giovani del Sud possono offrire alla nazione, come forza lavoro, come ingegno e come aiuto per l’economia in questi tempi difficili.

“Viva l’Italia, viva l’Italia unita!” ha concluso il Sindaco Perrone, con l’augurio che il prossimo 17 marzo, i festeggiamenti siano anche fonte di speranza per una nuova fase di rinnovamento per un nuovo Risorgimento.