Cult della letteratura argentina, La Rayuela è un libro rivoluzionario, volto allo sconvolgimento dei canoni classici della lettura. Non più un filo univoco, un percorso lineare che prende il lettore sin dalla prima pagina e lo accompagna all’ultima, ma un testo enigmatico che pone il lettore davanti a infinite possibili vie da seguire. Cortazar, autore del romanzo, vuole dare un di più al suo testo, animare le menti recettive spingendole a un’osservazione più profonda, che porti all’ introspezione o a modi nuovi di reinventare un reale, o continuare una fantasia già messa in atto da qualcun altro.

È il capitolo 73 il primo a dover essere letto, secondo le indicazioni presenti nela tabella direzionale posta all’inizio del libro. I lettori passivi, o “femmina” come li chiama l’autore forse opteranno per una lettura classica che comincia con il primo capitolo e segue fino al 56, in cui si svolge la semplice trama del romanzo. I lettori curiosi non potranno sicuramente saltare i capitoli a seguire. Ma compromesso tra autore e lettore è che il filo della narrazione segua la tabella, che salta da un capitolo all’altro, dall’inizio alla fine del romanzo o viceversa. Si aprono, dunque, molteplici punti di vista, infinite soluzioni, dissertazioni filosofiche che Cortazar presenta nel suo alter ego Morelli, ma che il lettore fa sue. I protagonisti La Maga e Horacio Holiveira sono coloro che, attraverso la propria vicenda, offrono spunti di vita alternativi, alla ricerca di un centro all’interno del cerchio della narrazione che solo alla fine del romanzo apparirà chiudersi, pur lasciando uno spiraglio, verso un altro centro forse, o semplicemente verso una fantasia altrui che vi ha scorto un esito differente. La Rayuela, o “gioco del mondo”, è quel gioco a cui tutti i bambini sono affezionati, che permette di passare dalla terra al cielo, saltellando sulle caselle all’inseguimento del sassolino. Cortazàr, nella Rayuela, lancia una sfida ai lettori: ritornare bambini e purificarsi gli occhi per poter vedere ciò che il quotidiano nasconde e avvilisce, quella fantasia o quel coraggio che si perdono nella fredda analisi del reale. Forse potrebbe essere questa una delle chiavi per un ritorno al Regno Millenario di cui parla Julio Cortazar.

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