Con voto unanime (i 52 consiglieri presenti in aula), il Consiglio regionale ha approvato il disegno di legge di abrogazione della legge regionale numero 2 dello scorso anno. Quest’ultima legge fu varata d’urgenza per impedire l’interruzione dei rapporti di lavoro instaurati con 220 giovani

impegnati nelle strutture regionali e con differenti tipologie contrattuali, per dare attuazione ai programmi comunitari con fondi statali a destinazione vincolata. Su tale legge incombeva il giudizio della Corte Costituzionale, previsto per il prossimo 5 aprile, a seguito dell’impugnativa presentata dal governo nazionale.
Su parere dell’avvocatura che ha potuto verificare il rispetto del patto di stabilità per l’anno appena trascorso, il governo regionale ha ritenuto superata l’efficacia del provvedimento in vigore ed ha deciso per l’abrogazione della legge, passaggio che sospende anche il giudizio da parte della suprema corte.
Il presidente della II Commissione, Giovanni Brigante, ha sottolineato che anche la Commissione di merito ha condiviso con voto unanime il provvedimento. Un pronunciamento sul futuro dei 220 precari interessati dagli effetti legislativi è stato chiesto al governo dal capogruppo di SEL, Michele Losappio, che ha chiesto la stabilizzazione di tutto il personale precario e di conoscere la tempistica con cui sarà avviato il processo.
Il capogruppo del PDL, Rocco Palese, si è soffermato sulla genesi del provvedimento, ha accusato la maggioranza di sfornare in rapida successione provvedimenti demagogici e destinati ad essere sistematicamente bocciati ed ha invitato il governo regionale ad avvalersi delle leggi vigenti per il reclutamento del personale.
Gianmarco Surico (PDL-FLI) ha lamentato la limitatezza dei tempi concessi ad un argomento di vasto interesse, mentre Ignazio Zullo (Pdl), ha accusato la maggioranza di strumentalizzare il concetto della precarietà e di utilizzarlo a scopi elettorali. Al dibattito hanno preso parte anche Massimo Cassano, Giandiego Gatta, Maurizio Friolo, Domenico Lanzilotta e Leonardo Di Gioia tutti del Pdl, ed Arcangelo Sannicandro (Sel).
L’assessore alle risorse umane Maria Campese ha ammesso che il governo regionale era consapevole di rischiare la censura di illegittimità da parte della Corte Costituzionale e definito il testo della legge appena abrogata “sul filo del rasoio”, tuttavia ha rivendicato il risultato finale e dato atto alla maggioranza di aver avviato la battaglia alla precarietà ancora “presente nell’amministrazione”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

dieci − tre =