Non sempre è Juventus, comunque anche con una squadra di rango inferiore il Lecce ha mostrato qualità che consentono di ben sperare aprendosi alle più rosee aspettative…

Nel mio ultimo articolo consideravo la partita di Brescia come la partita della vera controprova che avrebbe consentito di fare un po’ il punto sulle possibilità reali del Lecce. Ebbene, la risposta è stata abbastanza positiva e, a questo punto, si aprono delle prospettive che potrebbero essere molto rosee. Brescia ci ha fatto vedere una capacità di reazione molto consistente come si attaglia perfettamente ad una squadra in lotta per la salvezza: saldezza di carattere in tutti, coesione perfetta nella squadra, visione di gioco abbastanza intelligente, almeno nel secondo tempo, con qualche amnesia di troppo senza la quale  si potrebbe aspirare al centro classifica ed, in ultimo, una buona dose di fortuna che deve caratterizzare qualunque cammino impervio.
So che mi si replicherà dicendo che anche in altre circostanze non c’è stata molta fortuna, e questo è vero, ma  in una partita come quella di Brescia, se la fortuna c’è, ed è innegabile che ci sia stata, vale, come i punti, il doppio. Era anche ovvio prevedere come fosse impossibile ripetere la prestazione fornita contro la Juve, perché in quella partita non c’è stato l’avversario, e del resto il Bologna lo ha ampiamente evidenziato, mentre il Brescia rappresentava il classico avversario del gruppo di coloro che non vogliono arrendersi. Ebbene, come già detto, ho l’impressione che il Lecce abbia superato l’esame, se non proprio a pieni voti, ma con una sufficienza piena. E’ ovvio di come  adesso il compito sia sempre più difficile dal punto di vista psicologico.
Infatti, il gioco sembra che ci sia, la condizione atletica sembra sia buona, nel subire  “presunti” torti  arbitrali o “ricevere” equivalenti favori sembra si sia in perfetta  parità, la classifica e gli scontri pongono il Lecce in condizioni di vantaggio rispetto ad altre squadre invischiate nella lotta per la permanenza, se ne deduce che, se non si dovesse centrare la permanenza, qualcuno porterebbe su di sé questa grave pecca di avere sprecato l’inimmaginabile. Dopo 27 giornate, mancandone 11 alla fine, non credo si possano fare previsioni diverse. Mi si dirà che la palla è rotonda, che ogni partita fa storia a sé, ma non è ipotizzabile un cataclisma che faccia precipitare la squadra, se non con una eventuale presupponenza da prima della classe, cosa disdicevole per questa formazione, o con una serie di incidenti in grado di privare la squadra dei suoi elementi più rappresentativi; a tal proposito abbiamo anche potuto constatare come ci siano delle seconde linee in grado di non far rimpiangere le “presunte” prime scelte, anzi questo rappresenta un utile e corroborante “turnover”.
Certo, non ci si può cullare sugli allori dal momento che si è ancora in grado di far andare il Brescia sul 2 a 0 dopo 18’, ma ci fa ben sperare il fatto che ci sia anche la possibilità di recuperare le due reti. Nel calcio attualmente praticato in Italia, non c’è squadra che possa dirsi al sicuro con tre reti di vantaggio: gli esempi sono stati tanti nel campionato in corso. Qualcuno dirà che così è bello, perché imprevedibile, ma per chi ha visto anche altro calcio, vi assicuro che qualche anno addietro per rimontare tre reti bisognava giocare almeno per tre giorni consecutivi. Oggi con le difese allegre che caratterizzano tutte le squadre, dove moltissimi calciatori non conoscono i movimenti difensivi, se si ha la possibilità, bisogna darci dentro, come ha fatto l’Udinese a Palermo, perché c’è sempre il rischio della rimonta.
Perché questo esempio apparentemente fuori tema? Perché vorrei che si studiasse di più sul campo la fase difensiva che consentirebbe ad una squadra come il Lecce di stare un po’ più tranquilla e non stare in affanno fino alla fine; so che sarà difficile ed è per questo che, nonostante le ottime prestazioni, c’è sempre la preoccupazione che ci possa essere lo sbandamento, o all’inizio o alla fine.
La Roma venerdì sera sarà una squadra alla nostra portata purchè si cerchi di incidere sulle sue contraddizioni tecniche e sulla sua voglia di giocare; ma, attenzione, la Roma è anche una signora squadra con giocatori di altissimo livello tecnico che possono fare danni in qualsiasi momento. Occorre, pertanto, molta concentrazione ed applicazione oltre ad una maggiore velocità per supplire alle inevitabili carenze tecniche che abbiamo rispetto alla Roma; accettare il rimo blando che la Roma vorrà imporre in vista della trasferta di coppa, significa consegnarsi come agnello sacrificale. Bisogna obbligarla alla scelta tra la coppa ed il quarto posto in campionato. Consentirle di lottare per entrambi i traguardi significa aver fallito l’obbiettivo della partita.
Mi auguro non sia così!

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