E’ il terzo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, ed il primo della primavera nell’emisfero boreale, dell’autunno nell’emisfero australe, ha 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dal dio romano Marte, dio della guerra, poiché era proprio nel mese di marzo che generalmente iniziavano le guerre.

E’ un mese che arriva come un leone e se ne va come un agnello; è una guerra civile fra ruggiti e belati fino alla fine dei suoi giorni.

Se in marzo nevica, la neve è bagnata e se piove, la pioggia è gelida.

Febbraio rappresenta l’inverno, aprile la primavera e marzo, invece, significa particolarmente paesaggi brulli, cielo nuvoloso e tempo melmoso.

Fa volare via il cappello dalla testa degli elegantoni, ridicolizza gli arroganti. I passanti sembrano spaventapasseri dagli abiti svolazzanti, piegati secondo un’angolazione assurda. La gente indossa il cappotto invernale sugli abiti leggeri, stivali di gomma e l’inseparabile ombrello.

E’ il mese più capriccioso dell’anno, e se fosse una persona sarebbe prolissa, suscettibile ed instabile. Nella nostra vita c’è qualcosa di simile a marzo, un periodo di transizione in cui il vento soffia da tutte le parti senza che nulla accada.

In marzo, alzando il bavero della giacca, ci si può chiedere: “Nessuno ha trovato ancora una scorciatoia per passare dalla stagione sterile a quella feconda?”.

E proprio come succede nelle favole, magari in questo mese sarai svegliato dal bacio della Bella Addormentata, accontentandoti momentaneamente della Strega Capricciosa.

Ed a tutti gli appassionati di proverbi, come me, ecco quelli del mese: “Marzo molle, grano per zolle” (se umido nuoce al grano) ed il più noto: “Marzo pazzarello guarda il sole e prendi l’ombrello”, che tende a sottolineare la variabilità del tempo meteorologico, relativa a questo periodo dell’anno.

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