Foto Lucia CavalloQuesta mattina alla conferenza presso Palazzo Adorno a Lecce il cantante Nabil Salameh del gruppo Radiodervish, band leader nel panorama della world music, ha presentato il progetto “Esperanto, Note di speranza”, sostenuto dalla provincia di Lecce e da Cool Club.

Il proposito dell’iniziativa è quello di sostenere le scuole di musica in Palestina. In Medio Oriente la popolazione è composta soprattutto da giovani, in un’età media tra i 20-24 anni, che intendono scoprire quest’arte, ossia l’unico mezzo d’evasione da una realtà storicamente difficile, con una situazione politco-religiosa degenere.
Fuggire dal contesto di falsi profeti, dove la politica è ormai sterile, dove è la musica a partorire nuove e sane idee, in un linguaggio universale e solidale.
Non è un caso che il promotore sia il palestinese Nabil Salameh, che con Michele Lobaccaro (bassista, pugliese),  intendono aprire nuove porte, nuovi orizzonti di coscienza per capire meglio l’uomo, la società, la storia. Il duo, partendo così da radici lontane, ritrova matrici comuni a tutti, sposando, nei loro testi e suoni, culture e orizzonti lontani.
Il progetto “Esperanto” darà sostegno ai giovani palestinesi, partorendo fratellanza tra il Salento e la Terra Santa.
L’assessore provinciale alle politiche giovanili Bruno Ciccarese, insieme al vice-presidente dell’ istituto di cultura mediterranee di Lecce, De Luca, sottolineavano la sensibilità non solo della provincia di Lecce, ma di un intero territorio alla situazione palestinese e al progetto, accolto da  tanti artisti, tra cui Franco Battiato e Niccolò Fabi, e molti comuni che hanno già  aderito al consorzio Salento Palestina ( Lecce, Gallipoli, Otranto, Martano, Leverano e Novoli).
Il progetto non sarà a termine e la prima fase culminerà nel concerto del 16 aprile presso il Politeama Greco di Lecce, che ospiterà sul palco Radiodervish, Paola Turci, Simone Cristicchi e Yo Yo Mundi.
Il costo del biglietto per lo spettacolo sarà di 15 euro e tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza per sostenere le scuole di musica nei territori occupati, in primis l’Accademia musicale di Betlemme.

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