“Sulla sentenza della Corte Costituzionale, gli esponenti del Governo e della maggioranza regionale sembrano dividersi tra chi minimizza, chi sembra scoprire solo oggi qual è il problema della Legge regionale 4/2010 e chi, pur professando volontà di collaborare, non nasconde code inutili e dannose di polemica politica”.

Lo dice in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione Puglia, Rocco Palese.
“Minimizzare  – dice Palese – serve forse a risolvere il problema politico di chi aveva illuso i lavoratori che quella Legge potesse essere legittima; le code polemiche non favoriscono il clima di collaborazione con il Governo nazionale; chi invece sembra scoprire solo oggi il vulnus di quella Legge, insulta l’intelligenza e la memoria dei lavoratori e dei cittadini.  Fin dal momento in cui è iniziata la discussione sulla Legge 4, abbiamo messo in guardia il Governo regionale sul fatto che le procedure previste per il reclutamento del personale da parte delle società in house non erano quelle previste dalla Legge nazionale per il reclutamento del personale nelle Pubbliche Amministrazioni. La Corte ha ribadito questo principio e qualcuno, che pure dovrebbe avere conoscenza delle Leggi, sembra aver scoperto solo oggi che per assumere quel personale a tempo indeterminato, vanno fatte delle selezioni. Da circa un anno tutti noi del centrodestra, in Commissione, in Consiglio e in decine di occasioni, abbiamo indicato la strada alla Giunta Vendola. Abbiamo più volte detto che sarebbe bastato approvare un Regolamento sulle procedure da seguire per le assunzioni per evitare tutto questo. Così come anche nell’ultima seduta del Consiglio regionale, abbiamo chiesto con forza di affrontare la questione del personale della sanità, specie di quello precario. Ci auguriamo che dopo questa inutile odissea fatta vivere a migliaia di lavoratori, la Giunta e la maggioranza di sinistra capiscano che solo ripartendo dalla Legge e dalla sentenza della Consulta, si può tutti insieme trovare una soluzione”.

 

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.