Dieci dipendenti di un calzificio della provincia risultavano in cassa integrazione ma di fatto erano regolarmente al loro posto di lavoro. Il tutto era avvenuto a loro insaputa. Per questo La Guardia di Finanza di Tricase ha denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Lecce, l’amministratore dell’azienda.

L’impresa, nel 2007, aveva richiesto e ottenuto lo stato di crisi aziendale, allegando la necessaria documentazione attestante la fittizia sospensione dell’attività lavorativa di 10 dipendenti, dovuta alla momentanea mancanza di commesse.

Per tali ragioni l’impresa aveva fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (C.I.G.O.) che prevede un’integrazione al reddito di quei lavoratori che, a causa di crisi aziendali temporanee, hanno la necessità di sospendere o ridurre l’orario di lavoro per un limitato arco di tempo.

Le indagini hanno però permesso di appurare che la società, di fatto, non aveva mai sospeso l’attività lavorativa dei 10 operai interessati dalla C.I.G.O., che invece, in quel-l’arco di tempo, hanno regolarmente continuato a lavorare alle dipendenze dell’imprenditore.

Tale circostanza è stata confermata dagli stessi dipendenti che hanno dichiarato di es-sere stati collocati dall’azienda, a loro insaputa, in cassa integrazione, e di non aver mai percepito dalla stessa alcuna indennità di integrazione.

L’amministratore della società dovrà rispondere di falso ideologico e truffa aggravata ai danni dello Stato. Per gli aspetti connessi ai danni erariali è stata interessata la Procura Regionale della Corte dei conti di Bari, così come per gli aspetti amministrativi relativi al recupero delle somme indebitamente percepite e l’irrogazione delle sanzioni è stata interessata sia la Direzione Provinciale del Lavoro sia l’INPS di Lecce

 

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