“I miei ruoli insieme di donna, di madre, di lavoratrice e di rappresentante istituzionale di una Provincia che si muove e lascia le tracce anche rispetto a un tema così importante, mi insegnano che è necessario abbandonare la logica puramente assistenziale e riabilitativa per promuovere, sostenere e rinforzare le innumerevoli risorse umane presenti sul nostro territorio.

Lavoriamo affinché questo percorso di valorizzazione della sussidiarietà coinvolga nella definizione delle politiche di conciliazione dei tempi di lavoro e di vita privata anche le aziende e le loro associazioni di rappresentanza, le associazioni del terzo settore, i sindacati ed i soggetti istituzionali attivi sul territorio, ciascuno nell’ambito dei propri compiti e responsabilità. Soltanto attraverso questo attento e costante impegno, ciascun soggetto sociale ed economico diventa risorsa che lavora per la definizione e la realizzazione delle politiche e delle azioni a favore della conciliazione”.

Sono queste le parole con le quali l’assessore alle Politiche sociali e Pari opportunità della Provincia di Lecce Filomena D’Antini Solero ha caratterizzato oggi pomeriggio, presso il  museo provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce, i lavori dell’atteso seminario “Il lavoro delle donne: per una migliore conciliazione tra vita lavorativa e familiare”.

Fortemente voluto dall’assessore, il seminario si è posto come tavolo di discussione sul delicato tema della conciliazione tra vita privata e lavoro professionale, in un’ottica di genere.

Nell’occasione è stata presentata la “Guida agli strumenti di conciliazione vita lavoro”, realizzata dalla Provincia di Lecce. Obiettivo:  diffondere la conoscenza degli strumenti normativi oggi a disposizione dei datori di lavoro per facilitare ai lavoratori la conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia.

“Sono convinta”, ha proseguito l’assessore D’Antini Solero, “che la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini, sia al mercato del lavoro che alla vita familiare, costituisce un elemento indispensabile per lo sviluppo della società e che la maternità, la paternità e i diritti dei figli sono valori sociali fondamentali che vanno tutelati. La famiglia è stata sin da subito e rimane, dunque, al centro delle nostre azioni e politiche di intervento”.

“La Guida nasce con gli obiettivi della promozione, valorizzazione e responsabilizzazione delle famiglie considerate risorsa della vita sociale. E’ uno strumento che qualsiasi azienda e qualsiasi lavoratrice può consultare, spaziando dalle misure di conciliazione previste dalla normativa all’analisi delle principali forme di flessibilità presenti in Italia, dalle “risorse in rete” nazionali, regionali e provinciali, alla raccolta di termini specifici che si ispira alle “100 parole per la parità” della Commissione europea”.

L’assessore D’Antini Solero ha poi sottoposto all’attenzione di tutti alcuni esempi: “Ciò che mi ha spinto ad intervenire sono stati soprattutto i dati che negli ultimi anni riportano un tasso di disoccupazione femminile sempre più in crescita, nonostante  l’ingresso delle donne nel mercato del lavoro possa portare sotto il profilo economico l’enorme vantaggio dell’aumento del reddito delle famiglie. Inoltre, il problema più grande rimane il fatto che lavoro e maternità non sono sempre conciliabili e ciò viene confermato dai dati di dimissione maternità. All’aumento della disoccupazione femminile si accompagna, paradossalmente, un aumento anche del numero delle dimissioni volontarie presentate dalle lavoratrici durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento. Il numero delle dimissioni registrate nella provincia di Lecce nel 2010 è pari a 268 contro le 173 dimissioni per maternità registrate lo scorso anno. Ciò vuol dire che la maternità risulta ancora fonte di pratiche discriminatorie ed è ancora la causa principale dell’abbandono del lavoro da parte delle donne”.

Ed ha poi concluso: “È questo il motivo per cui, in veste di assessore alle Pari Opportunità e alle Politiche Sociali non posso rimanere assolutamente indifferente di fronte ad una situazione che fotografa questo aspetto legato all’occupazione femminile della provincia che rappresento, alquanto allarmante. Gli obiettivi da perseguire sono la promozione, la valorizzazione e la responsabilizzazione delle famiglie considerate risorsa della vita sociale. Il capitale sociale famiglia e la comunità territoriale vanno ripensate in una logica di reale reciprocità, per fare della provincia di Lecce il territorio delle opportunità e delle responsabilità”.

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