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Si è costituito l’autore della gambizzazione di Daniele Balloi, 26enne, pastore di Melendugno, sardo d’origine, ferito agli arti inferiori e al basso ventre da alcuni colpi di pistola, lo scorso 20 gennaio.

Maurizio Miloso, 51enne, di Mugnano di Napoli, nelle scorse ore, si è presentato nella caserma dei carabinieri di San Severo. Il fiato sul collo degli investigatori, che poche ore dopo l’agguato, grazie ad alcune testimonianze, avevano individuato in lui uno dei due sicari, è diventato sempre più pressante, a tal punto da fargli decidere di consegnarsi spontaneamente. L’uomo, arrestato in passato durante un’operazione antidroga, dovrà rispondere di lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma da fuoco. Derubricato, dunque, il reato di tentato omicidio, formulato in un primo momento. Nei giorni successivi all’agguato, i carabinieri effettuarono anche una perquisizione nella sua casa campana, ma lui non si fece trovare; irreperibile lo è stato per oltre 3 settimane, da quando il tribunale di Lecce ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il pastore sardo, nipote di Antonio Balloi, balzato alle cronache nazionali per il sequestro di Esteranne Ricca ed implicato nella strage della Grottella, a Copertino, e per l’attentato fallito alla Questura di Lecce, era nella sua masseria in località Capitano, a Melendugno, quando è stato avvicinato da due uomini. Uno impugnava una pistola, con la quale ha poi aperto il fuoco per 5 volte nei suoi confronti. Dopo alcuni giorni, durante accurate perquisizioni, i carabinieri della compagnia di Maglie trovarono, nascosti in una botola nel boschetto antistante la masseria, 1,5kg di marijuana e 5 kg di hashish, che costarono l’arresto al fratello del 26enne e ad un suo amico. E non è escluso che il movente del ferimento del Balloi sia da ricercare proprio nel mondo della droga. Le indagini, intanto, vanno avanti: all’appello, infatti, manca il complice del campano, al momento attivamente ricercato.