Oggi vado molto indietro nel tempo, a prima dell’anno 1000, per parlare di un personaggio da cui discesero diverse famiglie che oggi portano cognomi diversi, fra le quali anche quella del sottoscritto. Il suo nome era tutto un programma, Leibulf,  e con ogni probabilità le sue origini

si ricollegavano ai Visigoti che avevano creato nel sud dell’attuale Francia il primo regno romano-barbarico, prima di essere cacciati in direzione della penisola iberica dai Franchi. Leibulf, o Leibulfo in italiano, era nato intorno al 750 circa e fu Conte di Provenza sino alla sua morte, avvenuta prima dell’845, perché le sue tracce documentali si perdono prima di quell’anno. In un atto del 7 novembre 824 compare “l’Illustrem virum Leibulfum Comitem” figlio di Gontier. Lo ritroviamo ancora in due atti, il primo del 3 gennaio 825 ed il secondo datato 16 marzo 829, durante il quindicesimo anno di regno dell’Imperatore Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, nel quale sono citati i beni posseduti nella città di Arles da Leibulfo ed appartenuti un tempo al di lui padre ed allo zio, il Conte  Lupo. Nato con ogni probabilità nella stessa terra di cui fu conte, la sua ascesa coincide con gli ultimi anni del regno di Carlo Magno, che gli aveva accordato diversi titoli. Leibulf successe allo zio, il Conte Lupo.
Fra l’800 e l’801 condusse, insieme a Bera, figlio di Guglielmo Conte di Tolosa, ed al Conte di Guascogna Sancio Lupo, un esercito di provenzali nella spedizione voluta da Ludovico il Pio contro Barcellona, conclusasi con una vittoria militare e con la nomina di Bera a Conte della stessa città. Nell’812 fu convocato alla corte di Aix-la-Chapelle insieme a Bera, Conte di Barcellona, a Gaucelme Conte del Rossiglione, figlio di Guillaume de Gellone, a Odilòn di Gérone e Bezalù, a Giscafred di Carcassonne, ad Ermenguer d’Ampurias, ad Adhemar di Narbonne ed ad Erlin di Bezier, per risolvere una questione sollevata da alcuni nobili delle antiche province di Settimania e Gothia, le uniche aree dell’odierna Francia sud occidentale rimaste sotto la sovranità visigota, che lamentavano l’esosità delle imposte elevate dai predetti signori. Alla morte di Carlo Magno, la sovranità di Leibulf sembra essersi spostata verso alcune zone della Settimania mentre. sotto il regno di Ludovico il Pio, risultava essere fra i più potenti signori del Mezzogiorno francese, insieme a Bera di Barcellona ed a Gaucelme del Rossiglione. Nell’835 Leibulf fu con ogni probabilità nominato Duca di Arles da Ludovico il Pio, per coordinare militarmente i signori provenzali contro i pirati saraceni.
In un’epoca come quella medievale, attraversata da un grande fervore religioso, specialmente dopo l’ascesa di Carlo Magno al titolo imperiale, Leibulf non trascurò la salvezza della sua anima, infatti fu tra i benefattori del monastero di Lérins e probabilmente il fondatore dell’abbazia di Saint-André su un’isoletta sul Rodano, la Cappe. Morì prima del 2 luglio 845 perché in un atto redatto in tale data, si riferisce: “temporibus Leibulfe Comitis.” Aveva sposato una donna di nome Odda, che lo aveva reso padre di un figlio che portava il suo stesso nome.

Cosimo Enrico Marseglia