“Dopo un mese e mezzo di proteste, finalmente oggi è arrivata la decisione definitiva in CdA. L’UdU ha ottenuto una vittoria storica, non è mai successo che l’amministrazione facesse passi indietro su un provvedimento, già approvato, riguardante la contribuzione studentesca.”

Lo comunica l’ Udu in una nota.

“L’aumento era dovuto all’applicazione dei filtri di merito per le prime due fasce di reddito, che impedivano ad oltre 10.000 studenti di avere diritto alla riduzione sul contributo di facoltà, causando in questo modo aumenti della tassazione dai 200 ai 600 euro.

Nel Consiglio d’Amministrazione di oggi pomeriggio, l’UdU ha portato cinque proposte, già approvate la settimana scorsa in CdS: 710.000 euro erogati dalla Regione Puglia, 55.000 euro dai fondi della commissione diritto allo studio, 47.000 euro dal fondo di riserva dell’ateneo, 130.000 euro recuperati dall’evasione fiscale nel 2010 e 90.000 euro dai fondi del CdS destinati alle associazioni.

Di queste cinque proposte le uniche due che hanno visto il parere favorevole del CDA sono state quelle riguardante i 55.000 euro della commissione diritto allo studio e i 710.000 euro della Regione Puglia. La somma di questi due fondi permetterà di poter applicare un abbassamento del 48% del 1.600.000 di extragettito previsto dall’applicazione dei filtri di merito, per gli studenti delle prime due fasce di reddito.

Quella di oggi è una vittoria per tutti gli studenti che ritenevano ingiusti i criteri di merito e soprattutto è sintomo del fatto che l’attuale sistema di tassazione non è corretto e va rivisto.

Resta la delusione per non aver ottenuto un abbattimento totale dei filtri di merito a causa della poca collaborazione dell’amministrazione che ha ritrattato più volte la propria posizione, a causa degli altri rappresentanti degli studenti Alberto Capraro di Sveglia e Riccardo Favale di Progetto Universitas che hanno votato in maniera contraria alle nostre proposte, e a causa del Comune di Lecce che non ha voluto rateizzare il debito di 1,5 mil di euro sui fitti arretrati per il Principe Umberto.”