Un incontro produttivo, che ha scandagliato il problema Amianto dal punto di vista medico e legale. Il Procuratore di Torino Dott. Raffaele Guariniello in diretta a “Fatti e opinioni” ha lanciato un appello agli ex emigranti del Salento: “segnalateci tutti i casi”.

Sulle frequenze di Mondoradio anche lo pneumologo Wilson Castellano che segue i “malati d’amianto” e l’oncologo Dott. Giuseppe Serravezza.

Sono circa 1000 i dipendenti delle aziende svizzere Eternit che vivono con l’incubo delle malattie tumorali connesse all’esposizione all’amianto. Ieri, “Fatti e opinioni” ha ascoltato le loro testimonianze: “si lavorava senza alcuna misura di protezione, la polvere era dappertutto, noi però non sapevamo niente fino a quando non iniziammo a vedere che molti si ammalavano e non arrivavano ai 65 anni” (Antonio Mariello di Alessano – stabilimento di Niederurnen) o ancora: “quando arrivavano i controlli della Suva, l’ente svizzero corrispondente alla nostra Inail, si sapeva in anticipo e si puliva tutto, all’inizio manualmente poi con aspirapolveri” (Biagio Zaccaria, Corsano).
Dai racconti emerge come gli ex emigranti salentini siano stati tutti, pericolosamente e quotidianamente, esposti per anni all’amianto, sostanza dalle note caratteristiche cancerogene.  Le polveri di amianto, se respirate, infatti, provocano l’asbestosi, nonché tumori della pleura ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi ed il carcinoma polmonare.  Il Registro Nazionale dei Mesoteliomi ha censito, dal ’93 al 2004 circa 9166 casi, con 1000 decessi all’anno su 4000 decessi per altre tipologie di tumore: polmoni, laringe e ovaie in primis. Uno scatto in avanti impressionante considerando che dal 1993 al 2001 erano 5173 – come riportato sul bollettino 2010 dell’Associazione Italiana Esposti Amianto – Di questi 5173 casi, per 3552 sono state approfondite le cause di esposizione, per il 67% esse sono di origine professionale. In Puglia ci sono stati 478 casi di mesotelioma maligno con una esposizione definita in 458 casi. L’associazione di Corsano “emigranti nel mondo”, ospite ieri a Mondoradio insieme ad un ex emigrante che ha contratto placche pleuriche e che ha visto riconosciuta, da parte della Suva, la sua malattia professionale senza per questo ricevere alcun indennizzo, sta cercando di censire gli ex lavoratori in Svizzera, fornendo nominativi ed ogni informazione all’Asl, che opera controlli gratuiti periodici e monitora la situazione dal punto di vista medico. Lo pneumologo Dott. Willson Castellano dell’U.o di Gagliano del Capo da anni lavora sui casi di malattie amianto correlate e spiega come sia stato difficile rintracciare le persone, come queste devono essere tenute sotto controllo negli anni perché le patologie possono insorgere anche dopo 25 – 30 anni e che, ahimé, non ci sono farmaci che possano bloccare lo sviluppo delle patologie. Il dottor Serravezza, oncologo considerato ormai un luminare, tende a precisare che il mesotelioma  pleurico ha una sola causa. Non c’è dubbio, se si è contratto, che ci sia stata esposizione all’amianto. Poi lascia spazio ai ricordi legati alla sua esperienza: “in ospedale negli anni ’70 – ’80 notavamo che quelli che avevano contratto malattie polmonari serie erano spesso i lavoratori salentini dell’Italsider o ex emigranti in Svizzera, non solo lavoratori dell’Eternit, ma anche coloro che erano impiegati nell’edilizia, sulle strade, a contatto sempre con questa insidia senza alcuna protezione, perché l’amianto era utilizzato dappertutto, per coibentare tetti, navi, persino le nostre costruzioni pubbliche, il tribunale di Lecce, ad esempio, contiene amianto”. Si dovrebbero impiegare grossi capitali per smaltirlo, in Piemonte stanno facendo opere colossali, qui da noi, invece, persistono ritardi anche nella redazione del Piano regionale amianto, un programma dettagliato per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati. In Puglia i siti e le strutture contaminate sono 2.751 per un totale di 1.140.000 m2e ad oggi sono state bonificate 400 strutture, ossia il 15% di quelle censite. Ma il problema amianto è stato affrontato anche dal punto di vista legale, con l’intervento del procuratore di Torino, Dott. Raffaele Guariniello, che si sta occupando del procedimento penale a carico della dirigenza Eternit a difesa dei lavoratori di Casale Monferrato, Bagnoli e Reggio Emilia. Vuole conoscere tutti i casi, il procuratore, lancia un vero e proprio appello in radio: “mettetevi in contatto con noi”. E già, perché, l’unione fa la forza, più casistica si aggiunge, più si ha probabilità che i responsabili vengano puniti. In parallelo, però, ciò che oggi importa ai nostri ex lavoratori Eternit è che almeno ci sia il doveroso risarcimento. L’avvocato Caracuta dello studio Balducci – Caracuta di Lecce, in contatto con un legale svizzero che ha seguito molti casi, a breve terrà un incontro, presso il Csvs di Tiggiano, per informare gli interessati delle azioni da intraprendere. Intanto si auspica che la politica, oltre alle interrogazioni parlamentari, possa produrre un serio pressing sulle istituzioni svizzere affinché vengano riconosciuti i diritti degli ex esposti all’amianto in vita e non post mortem.

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