Secondo i recenti dati Istat ( 2010) il 5 % della popolazione italiana è costituita da disabili.  Se al  soggetto disabile, in età prescolare e scolare è garantita una rete di servizi riabilitativi educativi e sociali, che interagiscono con la famiglia e la scuola, la problematica sociale si fa più evidente e difficoltosa

per soggetti disabili over 40. Numerosi sono i riferimenti legislativi a tutela dei diritti del disabile a partire  dalla Convenzione Onu sino a giungere alle tanto famose leggi quadro 104/92 e 328/2000. Questi riferimenti legislativi, hanno, negli anni ,avuto lo scopo di individuare linee di indirizzo generali per garantire agli individui e ai loro familiari un tenore di vita migliore e la realizzazione di un personale progetto di vita.
La problematica irrisolta e sulla quale credo tutti dovremmo riflettere,  emerge quando il soggetto invecchia e con lui invecchia la rete parentale che negli anni si è presa cura di…. Non esistono che poche realtà, in Italia, che monitorando la situazione di un paese sempre più vecchio,  attiva iniziative a favore, sostegno e rispetto delle realtà familiari più disagiate e problematiche, perché la presenza di soggetti con disabilità, disabilita anche la famiglia costretta a divenire caregiver di se e dei suoi membri.
La mia riflessione vuole porre l’attenzione ad una problematica sempre più incalzante nel nostro Paese, dove l’istituzionalizzazione dei soggetti disabili sembra essere l’unica alternativa della famiglia, che legata a se stessa mediante una rete affettivo – relazionale si trova forzatamente e elaborare lutti da separazione rivolgendosi a strutture protette avvallando ulteriormente il proprio senso di fallimento e incapacità. Forse bisognerebbe ripensare la persona nell’itero ciclo di vita in salute e malattia.

 

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