Carnevale tempo di follie per tutti ma soprattutto per i giovani e, nel tempo dei locali o discoteche trandy e del fashion a tutti i costi,  ben vengano i sani e spartani divertimenti di una festa in maschera “fai da te”. Hanno partecipato in tanti allo Zoki’s Carnival,organizzato in memoria di Federico, un giovane writer in arte Zoki.

Luogo d’incontro per la seconda edizione Cellino San Marco, organizzatore Lino Corigliano, “Avvocato” per gli amici, gestore del bar Zoki lido Felix di Torre San Gennaro e papà di Federico; tema dell’incontro: “dare libero sfogo alla fantasia”. Ed è così che i partecipanti, nelle due ore precedenti il veglione, si sono spesi  nella realizzazione dei costumi da sfoggiare. Gruppi più o meno numerosi hanno sfilato per tutta la serata esibendo capolavori di pregiata quanto immediata manifattura. Si sa, nel terzo millennio tutto è veloce e ci si adegua ai tempi. Dagli hippies ai clown, da Batman con la sua squadra al completo ma senza batmobile, al mondo orientale. C’era anche Vucinic, giustamente pestato a sangue subito dopo aver impartito un gol al Lecce e con fidanzata-campo di calcio al seguito. E che dire della ragazza “su cui contare” con infiniti sbrilluccicanti numeri attaccati addosso.

Balli, canti, pentolaccia e l’originalità dei partecipanti hanno reso la serata esilarante. Sorpresa finale, i premi per i partecipanti ad opera dell’organizzatore. Anche qui l’impegno è stato notevole: per il gruppo più numeroso un comodo” monovolume”, ossia l’autobiografia di Veltroni; per il gruppo più trasgressivo “l’arancia meccanica” cioè il frutto e la chiave inglese; per gli studenti hippies “le garzantine”, lunghe garze doppio uso non sia mai che uno studiando decida anche di tagliarsi le vene; alle ragazze che lavorano d’estate il meritato “Sole24Ore”. Al vincitore della pentolaccia Vucinic, oltre ai tre punti di Via del Mare è andata anche una penna (barilla) sfera (di vetro). Divertimento goliardia e convivialità all’insegna del puro divertimento hanno caratterizzato la serata, segno che la socialità non necessita di grandi mezzi, basta un po’ di fantasia e un Frà Lino a condurre il gioco. Appuntamento alla prossima edizione dove non vigerà il grido dei ricchi premi ma ci saranno risate e cotillons.

 

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