Cinque persone sono indagate dalla Procura della Repubblica di Lecce, in relazione alla morte del consigliere comunale del Pd Carlo Benincasa, stroncato da un infarto nella serata di lunedì. Si tratta di un medico, due infermieri e due operatori di soccorso del 118 , che sono stati iscritti nel registro degli indagati

dal sostituto procuratore Nicola D’Amato, a cui è stato assegnato il fascicolo nato dalla denuncia dei familiari dell’esponente politico. L’avvio delle indagini e’ un atto dovuto. L’ipotesi di reato al momento contestata e’ omicidio colposo, rispetto alla quale il coordinatore del Servizio 118, Maurizio Scardia, ha gia’ manifestato perplessita’. I parenti di Benincasa hanno denunciato che l’ ambulanza sarebbe arrivata presso l’abitazione dopo essere stata chiamata per ben quattro volte, e a distanza di un tempo relativamente lungo, almeno 25 minuti. Inoltre, nell’esposto presentato dall’avvocato Stefano Prontera, e’ ipotizzato che sui due mezzi di soccorso intervenuti non fossero installati i defibrillatori. Possibilita’, quest’ ultima, gia’ smentita ieri da Scardia, secondo cui l’ambulanza intervenuta era fornita di tutto il necessario, e sarebbe arrivata all’abitazione di Benicasa dopo otto minuti dalla chiamata. Intanto oggi il pm ha affidato due incarichi peritali: al medico legale Roberto Vaglio e al cardiologo Giacinto Spettinato, affinche’ domani procedano all’autopsia al fine di chiarire le cause della morte. Gli indagati potranno nominare consulenti di parte.