E’ accusato di violenza sessuale, per aver immobilizzato e baciato sulla bocca, contro la sua volontà, una collega di lavoro.

Una storia di abusi sessuali maturata all’interno della caserma della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, dove l’uomo, un 40enne, leccese, capo di prima classe della CP, presta servizio.

Insieme ad altri 4 colleghi, tra i quali anche l’ex comandante della Capitaneria, il leccese – G.P. le sue iniziali – si sarebbe reso protagonista di una serie di vessazioni, soprusi ed atti persecutori nei confronti di una 31enne di Mazara, loro subordinata, alla data dei fatti sottocapo di terza classe.

La donna, che nel frattempo ha abbandonato la divisa, dal 2007 al 2009, sarebbe stata sottoposta a rigidi provvedimenti disciplinari, anche per fatti di scarso livello, ad umiliazioni e richiami severi alla presenza degli altri militari, e costretta anche a mangiare in isolamento.

Gli abusi sessuali di cui è accusato il sottoufficiale salentino sarebbero stati consumati durante i turni di servizio notturni: il 40enne, avendo dalla sua parte la prestanza fisica, avrebbe in più occasioni abbracciato la donna, impedendole di muoversi, baciandola contro la sua volontà. Per la vittima, che ha raccontato gli abusi subiti ai finanzieri, facendo così scattare l’indagine, il vero incubo sarebbe stato proprio il leccese.

Gli altri militari, invece, avrebbero cercato di cucirle la bocca, omettendo di denunciare la violenza sessuale, dopo il racconto della loro collega.

Tutti e cinque gli indagati, che rispondono a vario titolo di violenza sessuale, stalking, abuso, calunnia, omessa denuncia e violenza privata, dovranno comparire davanti al giudice il prossimo 18 maggio, per l’udienza preliminare.

 

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