“Alla fine dell’arcobaleno” di Francesco Tornesello è il piccolo racconto della storia delle istituzioni psichiatriche raccontate da chi, in quelle istituzioni, ci ha trascorso una vita come medico e come uomo.

Un racconto doppio, dunque, che vede da un lato l’evoluzione, non solo delle istituzioni psichiatriche in seguito a delle leggi che ne hanno cambiato il profilo e che hanno evidenziato alcune criticità del sistema stesso, ma il cambiamento del rapporto medico – paziente e quindi delle tipologie di intervento e di trattamento da adottare nei vari casi; dall’altro lato è la storia personale e umana dell’autore che, anche grazie all’esercizio della professione, cresce, si lega a persone e pazienti e matura convinzioni che ne evidenziano la sua straordinaria sensibilità.
È proprio l’umanità dello scrittore a venire fuori con grande forza e vitalità da queste pagine e a far sì che nel libro si affermi la convinzione che nel settore psichiatrico, e in campo medico più in generale (ma questo è un discorso che si può estendere a tutti i campi professionali e non solo della vita), sia centrale il rapporto umano tra chi cura e chi è curato e, quindi, che alla base di tutto, come sempre, ci deve essere il rispetto dell’altro.
Tornesello analizza attraverso le storie di Chiara, di Joseph, di Leon, di Mimì, di Raffaele, alcuni aspetti di grande rilevanza per il futuro delle istituzioni psichiatriche: dalla scelta pubblico-privato alla validità e moralità del credo machiavellico del “fine che giustifica i mezzi”, al rapporto intellettuali e politica, fino alle esperienze di vita professionale nel Meridione.
Un ottimo scritto dal quale emerge il profilo dello scrittore e la speranza per il lettore che chiunque operi nel campo medico abbia nei confronti del paziente lo stesso amore e la stessa coscienza dall’autore-dottore. Un libro-documentario che, come dice l’autore, è al pari di un “cinegiornale a 16 mm della nostra storia quotidiana, del vissuto collettivo di un paese, che sta invecchiando tristemente, senza radici identitarie e senza capacità di cambiamento, né di ricordo”.

“Alla fine dell’arcobaleno” di Francesco Tornesello
Besa Editrice, 110 pag,14€