Dopo la partita con l’Udinese più che mai inneggio alla gioventù, purtroppo non mia, in arrivo in questa ultima fase del campionato. E’ da tempo che invoco per il Lecce un abbassamento dei limiti di età perché, sarà pur vero che gli “anziani” vantano una maggiore esperienza, ma è anche vero

che i “giovani”, pur privi di esperienza, hanno maggiore freschezza, gamba, ritmo, velocità che in questa fase del campionato, con la primavera mozza gambe in arrivo, potrebbe costituire l’arma in più per una formazione che mira alla salvezza.
Di Bertolacci si è detto in settimana  tutto il bene possibile, e mi sembra che sia stata la cosa più giusta perché potrebbe servire anche a responsabilizzarlo maggiormente, ma inviterei, comunque a non esagerare. Oltre a Bertolacci ci sono altri giovani che vanno utilizzati maggiormente in questo periodo, mi riferisco ai vari Donati, Rispoli, Brivio ecc. in genere coloro che sono stati utilizzati di meno e che, pertanto sono più freschi. Ovviamente questo non significa che l’impiego di questa pattuglia giovane  debba essere fatta in modo indiscriminato, ma deve essere calibrata e dosata unitamente a qualche “giovane anziano”, scusate l’apparente contraddizione in termini, tipo Di Michele, meno usurato perché spesso a riposo. Sembra quasi impensabile che le possibilità di salvezza per il Lecce passino, a mio parere, per i piedi di un anziano di classe  e di un giovane, anzi del più giovane, talentuoso e capace. Ci si potrà domandare perché Bertolacci abbia giocato poco, ma a questo punto non ci interessa molto se non il fatto che, da adesso in poi, debba giocare sempre per portare i suoi muscoli, la sua esuberanza e la sua capacità tecnica al servizio della squadra; non interessa sapere se De Canio abbia voluto preservarlo, ci interessa che adesso lo utilizzi al massimo; del resto, da centrocampista segnare tre reti in sei partite, contro Juventus e Udinese, fallendone una contro l’Inter, non è cosa di tutti i giorni. Il ragazzo ha talmente impressionato un opinionista come Massimo Mauro da far fare a quest’ultimo una valutazione relativa allo “stile” con il quale il Bertolacci, dopo la seconda rete, ha scavalcato i tabelloni pubblicitari  apparendo un provetto  ostacolista  evidenziando, così, una freschezza atletica rilevante.
Ma, date a Bertolacci  le giuste lodi, è doveroso dare al Lecce nel suo complesso il merito di aver interpretato alla perfezione una difficile partita, annichilendo, perché questo si è verificato, quella che era ed è la migliore formazione del momento; del resto va dato atto a Guidolin di non aver accampato alcun alibi per la sconfitta riconoscendo al Lecce  il pieno merito della vittoria. Non vorrei lasciarmi prendere la mano ma ritengo che con l’Udinese il Lecce abbia disputato la “partita perfetta”. Del resto il grande Brera, quelli della mia età lo ricorderanno, asseriva che la partita perfetta si esplicitava con il risultato di 2 a 0.
Ma dietro alle meritate lodi si nasconde un enigma che dovrà essere risolto subito già domenica prossima. Se nel campionato ci fossero solo Milan, Inter, Juventus, Udinese, Napoli e qualche altra, certamente il Lecce sarebbe a centro classifica; purtroppo ci stanno anche Brescia, Cesena, Catania, Genoa e qualche altra che fanno sì che il Lecce lotti per non retrocedere. In soldoni, cosa voglio dire? Voglio dire che il Lecce è forte e competitivo con le squadre che per tasso tecnico e blasone “debbono fare” la partita, perché sa imbrigliarle al meglio, mentre soffre maledettamente quando è lui stesso a “dover fare” la partita.
A Genova, con la Sampdoria, non so chi dovrà fare la partita, se la Samp per il suo vecchio blasone di nobile decaduta o il Lecce che dovrà conquistarsi la salvezza, ma so che un eventuale passo falso, dopo la splendida prestazione contro l’Udinese, lascerebbe molto perplessi ed instaurerebbe di nuovo un clima di dubbio; il Lecce a Genova  “deve” conseguire un risultato positivo a tutti costi. Molto dipenderà dalle scelte che opererà il tecnico che dovrà ricordarsi sempre che è opportuno non avere debiti di riconoscenza verso nessuno.
Se al ringiovanimento si unisce anche un giusto cinismo, allora le prospettive per questo finale di campionato torneranno ad essere rosee.

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