L’acqua scarseggia e non è limpida, ma intanto l’Ersap batte cassa e chiede 110 euro ad ogni cittadino a titolo di acconto per le spese di gestione relative all’anno 2009. Sulla vicenda che interessa gli abitanti della marina di Frigole  interviene oggi il sindaco di Lecce, Paolo Perrone.

“E’ una situazione che appare paradossale – spiega Perrone – per questo ho deciso di chiedere conto di ciò alla Regione Puglia”.
In una lettera inviata all’assessore regionale alle Politiche Agroalimentari e alla Riforma Fondiaria Dario Stefàno e al dirigente della Regione Puglia per il Servizio Riforma Fondiaria, Giuseppe Ferro, il primo cittadino leccese chiede chiarimenti sulla vicenda e azioni concrete per il miglioramento del servizio idrico.
“In considerazione che l’acqua è un bene indispensabile per ogni cittadino – si legge nella missiva – e non può essere oggetto di aumenti tariffari che non sono direttamente proporzionati alla qualità del servizio fornito, in qualità di Sindaco di Lecce, chiedo di ricevere delucidazioni in merito alla succitata richiesta di pagamento e, contestualmente, auspico che la Regione Puglia voglia, con sollecitudine, porre in essere tutte quelle azioni atte a consentire un miglior funzionamento dell’acquedotto rurale di Frigole”. 
La vicenda, come si ricorderà, era stata oggetto di una decisa mobilitazione da parte di un nutrito gruppo di cittadini di Frigole che aveva protesta in quanto “la condotta dell’impianto di proprietà ex Ersap è realizzata in eternit, materiale pericoloso per la salute e da tempo messo al bando. C’è da rilevare, inoltre – sottolinearono i consiglieri del Quartiere Litorale –  che tra i residenti delle marine leccesi si registra un alto tasso di mortalità per tumore. Resta l’inquietante interrogativo che le cause possano essere legate in qualche modo proprio alla presenza di amianto nella zona”.
Un problema, quello dell’amianto, sollevato da alcuni decenni ma che finora non ha trovato alcuna risposta concreta da parte della Regione Puglia.

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