La storia potrebbe essere quella che accomuna tanti giovani precari italiani .
Max (Luca Argentero) è un giovane giornalista di talento impiegato presso un quotidiano locale, dove spera di essere assunto da anni, ma all’ultimo momento a lui è preferita la figlia di uno scrittore famoso per aver scritto il libro “Elogio al merito” (che contraddizione).

Irma(Paola Cortellesi)- reduce dal film ancora in vetta alle classifiche “Nessuno mi può giudicare”- è un giovane medico appassionato e innamorato del proprio lavoro.
Irma da anni si accontenta di sopravvivere grazie ai soldi erogati da borse di studio e collaborazioni a progetto, ma quando finalmente si sta per avverare il sogno di un vero contratto di lavoro, ecco che gli viene soffiato dalla bellissima fidanzata del poco attraente primario. Samuele (Paolo Ruffini) è una specie di genio del diritto penale, personale assistente-schiavetto di un barone universitario dedito a fare e ricevere favori di ogni genere, compreso quello di truccare concorsi pubblici in favore di un candidato prescelto. Samuele ha appena vinto un concorso per ricercatore, ma anche in questo caso il suo posto viene assegnato al marito ignorante della svampita figlia del rettore dell’università. I tre protagonisti del film di Giambattista Avellino, si rincontrano dopo vent’anni durante una festa organizzata da ex compagni di scuola, e lì coalizzandosi dichiarano guerra a coloro che gli hanno  privati del merito, del lavoro, della dignità, della vita, dei sogni…. di tutto.
Il film si snoda attraverso divertenti, quanto improbabili ripicche inflitte a coloro che gli hanno privati di ciò che per merito gli apparteneva, il posto fisso, creando situazioni tanto stravaganti quanto comiche, ma nonostante tutto l’amarezza di fondo nella commedia resta.
Come non poter pensare che purtroppo questo non è solo un film, ma la brutta realtà italiana di tanti che pur avendo le capacità sono sostituiti, loro malgrado da figli di genitori dai nomi fin troppo noti. Nel panorama del cinema italiano, prende sempre più piede lo stile della vecchia, ma mai passata di moda commedia all’italiana che da sempre, sin dagli albori racconta la vita, le abitudini, i malcostumi di questa piccolissima Italia, dove alla fine tutti i nodi che  arrivano al pettine vengono sciolti dalle manovre occulte di un sistema che piace a pochi….almeno apparentemente.

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