Il Consiglio regionale licenzia l’art. 1 della proposta di legge “Norme in materia di Residenze sanitarie assistenziali, riabilitazione e hospice”,  con l’approvazione della maggioranza di centro sinistra e dell’UDC e l’astensione del PdL. 

L’articolo è composto da 5 commi integrati da alcuni emendamenti e punta a conseguire in qualche modo la contemporaneità tra la chiusura dei posti letto ospedalieri prevista nel Piano di rientro 2010-2012 e l’apertura nei presidi ospedalieri dismessi o parzialmente dismessi di p.l. pubblici relativi a Residenze sanitarie assistenziali (RSA), Residenze sanitarie socio assistenziali (RSSA), alla Riabilitazione e a quelli di hospice. Al fine di conseguire questo obiettivo l’articolo prevede, nelle more dell’espletamento del percorso normativo previsto per l’accreditamento al SSR, il ricorso all’istituto dell’autocertificazione sul possesso dei requisiti autorizzativi, organizzativi e tecnologici. Su questo ambizioso programma pende, tuttavia, la spada di Damocle, introdotta con un emendamento approvato all’unanimità, del “rispetto dei limiti e dei vincoli imposti dalle norme, accordi e piani in materia di contenimento della spesa sanitaria” (piano di rientro).
Al ogni buon conto l’assessore alla politiche della salute, Tommaso Fiore, dovrà redigere entro due mesi, in base all’ordine del giorno approvato precedentemente, il piano di riconversione degli ospedali dismessi e relazionare alla competente commissione consiliare.
In merito alla strumentalità pre-elettorale,  ventilata dal centro destra, di un’intesa che ha avuto luogo nell’ASL FG, con la stipula di accordi con i Sindaci per la riconversione di alcuni nosocomi, l’Assessore Fiore ha premesso che gli interlocutori privilegiati della Regione sono gli stessi Sindaci e che nel caso in questione era stata già definita una progettualità di riconversione che è stata portata avanti. Questa sarà la linea della Regione al di fuori di qualsiasi logica di strumentalizzazione pre elettorale, che sarà anche mutuata nel Piano della Salute che dovrà essere aggiornato. “Nel frattempo – ha aggiunto Fiore – stiamo cercando di mettere dei tasselli laddove possibile, soprattutto con riferimento alle zone montane disagiate e in presenza di studi analitici che dimostrano particolari bisogni della popolazione, in particolare degli anziani”.
Il coordinatore dell’opposizione Rocco Palese ha espresso forti perplessità rispetto alla valenza del provvedimento in discussione, che è ben lungi dal garantire quella contestualità tra dismissioni e attivazione dei nuovi servizi prevista. Si tratta di una legge sostanzialmente inutile, sulla quale il PdL si è astenuto solo per non essere tacciato di voler ostacolare il processo di riconversione. In realtà – secondo Palese – i tempi saranno molto più lunghi considerata la necessità di garantire i requisiti strutturali, professionali e tecnologici che le strutture riconvertite dovranno assicurare.
L’inutilità della legge in discussione espressa da Palese è stata fortemente criticata da Sergio Blasi (PD), secondo cui manca in Consiglio regionale il senso delle istituzioni. La legge – ha detto Blasi – rappresenta il primo tassello della Sanità che vogliamo mettere in campo subito dopo il Piano di rientro.
La carenza del senso delle istituzioni è stata espressa anche da Arcangelo Sannicandro (SEL). In consiglio di parla di tutto e di più – ha detto -, criticando la presentazione da parte del PdL di numerosi emendamenti per articoli aggiuntivi, che non hanno alcun collegamento con il contenuto del provvedimento in discussione.
Infine il voto favorevole dell’UDC giustificato dal capo gruppo Salvatore Negro dal senso di responsabilità e da un ulteriore apertura di credito verso la maggioranza, in considerazione dell’accoglimento della richiesta del partito per la istituzione di una commissione d’indagine sugli sprechi nel SSR e dell’impegno dell’assessore Fiore a relazionare nella competente commissione.

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