Loredana CaponeNuova vita per le zone industriali. Parte la realizzazione delle infrastrutture previste dal bando regionale per gli insediamenti produttivi e, dopo la modifica del Piano Pluriennale di Asse (PPA), la stessa dotazione di questo intervento sale a 100 milioni per 67 enti beneficiari

Oggi 14 Comuni e 1 Consorzio Asi hanno firmato con la Regione Puglia il disciplinare che regola il rapporto tra Regione ed enti aggiudicatari delle risorse e che precede l’avvio delle gare d’appalto per l’assegnazione dei lavori, scandendo con un cronoprogramma le fasi dell’intervento. Sottoscrivono il disciplinare i sindaci dei Comuni di Acquaviva delle Fonti, Monopoli, Noci, Toritto, Putignano e Castellana Grotte per la provincia di Bari; i sindaci dei Comuni di Tuglie, Copertino, Bagnolo del Salento, Monteroni, Andrano e Matino per la provincia di Lecce, di Pietramontecorvino per la provincia di Foggia e di Canosa di Puglia per la Bat; chiude l’elenco il Consorzio Asi di Bari. Per la Regione Puglia ha firmato il direttore d’Area responsabile della linea di intervento. Tutti e quindici gli enti hanno programmato investimenti per 26milioni 440mila euro, dei quali la maggior parte sarà finanziata con fondi comunitari (21milioni 921mila euro) e quello che resta (quasi 4milioni 519mila euro) sarà a carico del beneficiario. Nove Comuni hanno già firmato il disciplinare nei giorni scorsi e altri 11 si apprestano a sottoscriverlo nelle prossime settimane.

 Dopo la firma del documento parte l’impegno da parte dei beneficiari a realizzare le opere nel più breve tempo possibile bandendo le gare d’appalto a favore delle imprese locali per assegnare i lavori. Così saranno completate tante zone industriali (sono circa 200 in tutta la Puglia tra aree Pip, Piano per gli insediamenti produttivi, e Asi, Aree di Sviluppo industriale) e allo stesso tempo sarà sostenuto il settore edile provato dalla crisi. “Basta interventi a pioggia”, ha detto la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone. “Queste azioni dimostrano che stiamo finanziando le aree industriali per la prima volta con una logica di sistema nella quale prevediamo nuove infrastrutture, ma senza trascurare il loro mantenimento e la gestione nel tempo. Non vogliamo cattedrali nel deserto ma un sistema efficiente che generi attrazione degli investimenti. Per questo esortiamo i Comuni e i Consorzi Asi a realizzare nel più breve tempo possibile le gare d’appalto. Così le risorse comunitarie resteranno nel territorio e sarà accelerata la realizzazione delle opere pubbliche e il coinvolgimento delle imprese che si insedieranno”.

Il bando
Il bando, che si chiama per intero “Iniziative per le infrastrutture di supporto degli insediamenti produttivi” è uno degli interventi più innovativi della Regione Puglia. Il primo obiettivo che ha perseguito è stato quello di spingere gli enti locali pugliesi a dotarsi dei nuovi strumenti previsti dal codice dell’amministrazione digitale. Per accedere al bando occorreva infatti avere la posta elettronica certificata, la firma digitale e utilizzare il Sit, il Sistema informativo territoriale, sul quale sono evidenziate le zone interessate dagli interventi per poter avere in tempo reale un quadro dei progetti programmati.
Inoltre, nella valutazione dei progetti, si è tenuto conto della sostenibilità finanziaria della gestione delle opere realizzate. In pratica una volta ultimata l’opera, il Comune deve dimostrare di poterla mantenere  in esercizio. Per questo  gli enti locali candidati hanno presentato un piano di gestione attraverso il quale dimostrano di poter far fronte a quest’obbligo, attraverso le proprie entrate oppure dando le opere in gestione ad un privato.
Altro aspetto degno di nota è stato il rilievo attribuito alla sostenibilità ambientale dell’intervento. Il punteggio attribuito ai progetti ha tenuto conto infatti di alcuni aspetti quali il riuso delle acque piovane, industriali e di fognatura nera depurate, le misure di miglioramento della qualità dell’aria, la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’introduzione della tecnologia a led nell’illuminazione pubblica esterna.
Nonostante le numerose novità, il bando ha registrato un vero e proprio boom di domande: sono state infatti 149 le richieste arrivate alla Regione e 88 quelle giudicate ammissibili. Sono state presentate da 143 Comuni, 5 Consorzi Asi e una Provincia (Brindisi). La dotazione originaria di 60milioni di euro è oggi elevata a 100milioni, grazie alla modifica del Piano Pluriennale di Asse, il che ha permesso lo scorrimento della graduatoria per un’altra trentina di enti oltre i 37 iniziali. Così saranno finanziati più di 67 enti, che investiranno circa 113 milioni di euro.