Un appello alla responsabilità rivolto al Centro destra per far venire meno il forte ostruzionismo posto in essere rispetto ai due disegni di legge in discussione che riguardano l’acqua. E’ stata questa la richiesta posta dai capigruppo dei partiti di Centro sinistra nel corso della conferenza stampa

incentrata sui due ddl in questione: il primo riguarda la istituzione dell’Ente idrico pugliese al primo punto all’ordine del giorno della seduta del Consiglio regionale di domani e del quale sono stati approvati in precedenza i primi due articoli; il secondo relativo alla pubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese fermo in commissione .
Ricorrere all’ostruzionismo è una pratica normale nelle assemblee legislative, soprattutto quando si propongono emendamenti costruttivi,  ha detto il capogruppo di SEL Michele Losappio. Tuttavia esiste un patto tacito tra maggioranza e opposizione perché i provvedimenti in discussione vadano in porto, citando l’esempio del disegno di legge sul processo breve approvato dalla Camera dei Deputati in due sedute e mezzo, nonostante la posizione fortemente critica dell’opposizione. Altrimenti – ha aggiunto – si andrebbe contro gli interessi del Paese e non si darebbe la possibilità a chi ha vinto di poter governare. Tuttavia  il profilo di rispetto che deve contraddistinguere il rapporto tra maggioranza e opposizione in Puglia assume degli aspetti singolari. E’ il caso – ha detto Losappio – dei due ddl in questione. Il primo, in discussione nel Consiglio regionale di domani, sulla costituzione dell’Ente idrico pugliese, va a dare attuazione a disposizioni previste dalla legislazione nazionale, con riferimento anche alla soppressione degli Ambiti territoriali ottimali (ATO) del ciclo idrico integrato. “Non si tratta di  una scelta autonoma – ha detto – ma di un obbligo di legge”.  Sul provvedimento (che recepisce un accordo con l’ANCI) sono stati presentati dal Centro destra 316 emendamenti, molti dei quali pretestuosi (ad esempio, la parola modello al posto di standard), all’insegna dell’ostruzionismo a prescindere,  senza entrare nel merito del provvedimento.
Situazione peggiore per quel che riguarda il secondo ddl sulla pubblicizzazione dell’acquedotto del quale si è iniziato a parlare in commissione nel luglio scorso. In questo caso – ha precisato il capogruppo SEL – la Regione Puglia si muove in direzione opposta rispetto alla linea nazionale, che prevede la cessione ai privati di almeno il 40% delle quote. Su questo ddl si sono svolte 11 sedute della commissione e sono state chiesti due pareri di legittimità all’Avvocatura regionale, il secondo dei quali ha dato via libera al provvedimento. Il Centro destra – ha sottolineato Losappio – ha presentato 50 emendamenti tutti di soppressione dell’articolato oltre che subemendamenti di soppressione degli emendamenti presentati dall’assessore competente che recepiscono le indicazioni dell’Avvocatura regionale. Per ogni emendamento presentato un’ora di ostruzionismo .
Le posizioni espresse da Losappio sono state condivise dagli altri intervenuti.  Orazio Schiavone (IdV) ha stigmatizzato l’atteggiamento dell’opposizione e ha ricordato come il suo partito ha promosso il prossimo referendum in materia proprio per confermare la inalienabilità del bene acqua. Il ddl che istituisce l’Autorità idrica pugliese mira a mettere ordine, a tutelare l’utenza e a stroncare “un diffuso ed incontrollato sistema di illegalità intorno alla risorsa idrica”.
L’atteggiamento ostruzionistico a prescindere è stato sottolineato da Giovanni Brigante (La Puglia per Vendola, che ha sostituito il capogruppo Angelo Di Sabato influenzato). Come considerare – ha detto – gli emendamenti presentati in ultimo dal Centro destra ancora sulla prima stesura del ddl che non teneva conto del  secondo parere espresso dall’Avvocatura regionale ? Di qui il richiamo al “patto tra gentiluomini” con l’opposizione affinche’ assuma una posizione più costruttiva. 
Secondo Donato Pellegrino (Misto PSI) la situazione creatasi rappresenta la traduzione esasperata del clima di veleni presente nel Paese e ha auspicato che lo stesso venga meno per poter operare in un clima di maggiore collaborazione.
Infine Giovanni De Caro (PD). In materia di acqua – ha detto – puntiamo a introdurre un sistema di contrappesi: da una parte l’Acquedotto pugliese pubblico con un amministratore unico nominato dalla Regione; dall’altro l’Autorità idrica pugliese che andrà a sostituire l’ATO, con un meccanismo snello che vede nel consiglio direttivo la presenza di 5 Sindaci assicurando la presenza dei Comuni con popolazione inferiore a 15.000 abitanti e di quelli con popolazione tra i 15.000 e i 30.000 abitanti. De Caro ha ribadito il diritto dovere di dare risposte ai cittadini,  invitando il Centro destra  a sfoltire sensibilmente gli oltre 300 emendamenti presentati, in modo da consentire l’approvazione del provvedimento nella seduta del consiglio di domani.