Cosimo DuranteNon è tempo di bilanci, si perderebbe troppo tempo a contare successi ed errori di un partito antagonista al Governo centrale e che vorrebbe offrire una valida alternativa all’operato della maggioranza. E’ con questo spirito che il presidente provinciale del Pd, Cosimo Durante, incita i compagni di partito e i simpatizzanti ad una leale lotta per la vittoria

“L’impressione è quella che il palazzo, prima o poi imploderà, vittima delle sue contraddizioni. Non è pragmatico stare ad origliare dietro la porta, aspettando questa o quella caduta del capo. Quando a Montecitorio ci renderà conto che oltre ad essere minoranza nel Paese, questi signori sono anche minoranza nelle istituzioni, tutto d’un colpo cambierà ogni cosa.  E’ lì che il Pd deve farsi trovare pronto. E’ lì che la nostra classe dirigente deve dimostrare di aver compreso prima di altri il grido d’allarme che viene dalla società civile. Ma mai come in questa occasione bisogna evitare ciò per cui troppo spesso abbiamo perso l’occasione per essere interlocutori privilegiati delle nostre genti, e cioè dobbiamo evitare di farci del male da soli”.
Già perché le discrepanze interne portano alle lotte intestine ed indeboliscono qualsiasi struttura.
“Non è più tempo di analisi politologiche, magari decontestualizzate dal momento che stiamo vivendo, fatte talvolta per puro spirito di protagonismo. Le esibizioni non interessano più alla gente, che chiede contrario esempi concreti di buona amministrazione della cosa pubblica o di impegno disinteressato nella società civile. Da questo punto di vista il partito democratico ha una storia che pala per sé, una storia ricca che non può essere intaccata da piccoli nei che sono fisiologici in ogni organizzazione sociale. E’ fondamentale, in sostanza, che il Pd applichi quel concetto a tutti noto come diffusione delle buone prassi. Abbiamo il dovere di diffondere fatti e atti concreti del buon operare di tanti nostri iscritti, simpatizzanti, sostenitori. Questo conta! Le parole nella concitata fase politica che viviamo stanno a zero e noi abbiamo il dovere di pronunciarle in maniera ponderata, misurata, ma soprattutto efficace”.

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