Dopo poco più di tre mesi dallo scoppio delle prime sommosse popolari in Tunisia, seguite dalla caduta del Presidente egiziano e lo scoppio di una guerra civile in Libia, lo sbarco di profughi sulle coste italiane, tristemente presagito dal Ministro Maroni, non sembra arrestarsi.

Il numero di immigrati ha già da settimane superato quello degli abitanti di Lampedusa. Nel frattempo, 200 tunisini sono scappati dalla tendopoli del comune tarantino di Manduria. E mentre si susseguono i fallimenti dell’Ue riguardo alla crisi del Nord Africa, l’emergenza “immigrazione” approda al Parlamento europeo, dove, oggi, si valuterà l’opportunità di attivare la disposizione europea sulla protezione temporanea. In tal caso, ciò permetterebbe il ricorso alla direttiva 55 del 2001 e, in particolare, all’articolo 5 della stessa, il quale prevede la possibilità per i migranti di acquistare il diritto d’asilo per almeno un anno, permettendo, in questo lasso di tempo, la ridistribuzione tra gli Stati membri dell’Ue.

“Spero che le discussioni di oggi facciano comprendere non solo il fallimento del sistema di Dublino, ma, soprattutto, che a Lampedusa non c`é solo la frontiera dell’Italia ma anche quella dell’Europa.”, questo il commento inequivocabile dell’eurodeputato pugliese Raffaele Baldassarre. “È evidente come le politiche europee siano del tutto insufficienti per fronteggiare una crisi del genere e assicurare soluzioni a lungo termine di contrasto all’immigrazione clandestina”, così Baldassarre. “Il problema non è solo politico, bensì strutturale e giuridico. Infatti, mentre i Trattati inneggiano alla solidarietà europea, il sistema di Dublino, che impone al richiedente asilo di presentare la domanda nello Stato di transito, di fatto impedisce una condivisione dei flussi migratori”. “Questa struttura legittima il rifiuto di Austria e Germania di accogliere profughi tunisini arrivati in Italia”. “E mentre la Francia utilizza le basi militari messe a disposizione dall’Italia per condurre una guerra di conquista contro la Libia, Sarkozy premia i commissariati di polizia che registrano il numero più alto di riammissioni.”