“Sono anni che con l’arrivo della Primavera si torna a discutere dell’allarme erosione delle coste salentine, e in particolare del rischio crolli sulla costa neretina. E sono anni che in Primavera se ne parla; in Estate si fanno passerelle e sopralluoghi; in Autunno si piangono i danni

sulle stagioni turistiche e sugli imprenditori balneari; in Inverno non se ne parla e non si fa più nulla e siamo punto e accapo con Regione e Comune di Otranto che fanno il gioco delle tre carte”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale salentino del Pdl, Roberto Marti, che aggiunge: “Siamo stufi di assistere a questo balletto e al rimpallo di responsabilità. Continuiamo a leggere interviste ad esperti che offrono alla Regione la propria professionalità, propongono soluzioni, lanciano allarmi; gli imprenditori turistici e specie quelli balneari sono ormai allo stremo e i danni economici che subiscono per l’erosione delle coste si ripercuotono inevitabilmente sui prezzi dei servizi. Per non parlare del rischio che una costa come quella neretina, unica al mondo, venga mangiata irreparabilmente dal mare”.
“Quest’anno – dice ancora Marti – vogliamo comprendere come stanno realmente le cose, di chi sono le responsabilità del fatto che si parla senza mai intervenire e soprattutto vogliamo che la Regione finalmente intervenga. Leggiamo che il Comune di Otranto e l’Autorità di Bacino della Regione stanno ancora discutendo sul progetto e che la Regione avrebbe effettuato uno studio ma non un’analisi geologica e geomorfologica. Per capire come stanno le cose e anche per abbreviare i tempi, chiederemo formalmente una riunione congiunta delle Commissioni quarta e quinta con l’audizione contestuale dell’assessore alle Opere Pubbliche e alla Difesa del Suolo, Fabiamo Amati e del Sindaco di Otranto. C’è bisogno di comprendere non solo l’entità del fenomeno e le soluzioni da attuare immediatamente, ma anche le possibili ripercussioni sulla stagione turistica quasi iniziata e quindi sugli imprenditori del settore che non possono continuare a pagare per i ritardi di Regione ed Enti Locali”.

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