Quasi un “codice della legislazione in materia sanitaria, nelle leggi finanziarie dello Stato dal 1992 al 2010”. Così il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha aperto la presentazione in Aula consiliare del volume che a cura dell’Agenzia regionale per la salute (Ares), raccoglie le norme d’interesse settoriale nelle diciannove finanziarie, per un complesso di 96 articoli e 856 commi.

“E’ un momento questo – ha fatto presente – nel quale la sanità è ancora più al centro della riflessione del mondo politico e dell’opinione pubblica. Come sempre nelle fasi di crisi economica il sistema del welfare offre il fianco più debole, ma tagliare nell’assistenza è più difficile di quanto possa apparire”.
“Grazie al lavoro dell’Ares, questa raccolta normativa aiuta a leggere di sanità, di legislazione ed anche di bilanci, legati tra loro in materia non sempre coerente, sotto la spinta di eventi particolari”, è il parere del presidente Introna, che non si sottrae ad un’autocritica da “legislatore” e per questo valuta ancora più positivamente la pubblicazione della raccolta normativa sanitaria italiana, con la quale l’Ares offre agli addetti ai lavori uno strumento di studio, “quanto mai necessario nella stagione federalista verso la quale ci stiamo avviando”.
“Fare chiarezza e stabilire condizioni di uniformità tra le Regioni – ha detto il presidente del Consiglio regionale – è importante alla vigilia di una svolta che potrebbe, ma non deve, creare tra i cittadini difformità di accesso ai servizi sanitari, da un’area regionale all’altra. E per la Puglia è determinante, considerato il divario nella sanità pugliese tra fabbisogno e risorse attribuite. Ogni esercizio nazionale non fa che accentuare le difficoltà di tenuta finanziaria del sistema sanitario e la scure del piano di rientro rende la situazione ancora più complessa e ricca di incognite”.
È da condividere quindi, per Introna, “l’auspicio dei curatori di un riordino della materia, con l’obiettivo di restituire certezza del diritto sanitario. Si tratta di definire un testo unico delle norme in materia di sanità, che possa mettere le Regioni in grado di esercitare l’attività legislativa facendo capo ad un quadro normativo di riferimento puntuale e coordinato”.

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