“Andrea Morrone ha risposto all’interrogatorio e ha detto che non e’ stato lui ad accedere alla rete informatica della Procura ed ha aggiunto che tecnicamente non poteva farlo per una serie di ragioni”: lo ha dichiarato l’avvocato Michele Laforgia che, con il collega Andrea Di Comite, difende il tecnico

informatico arrestato con l’accusa di accesso abusivo alla rete informatica della Procura barese. I legali hanno insistito sulla “impossibilita’ tecnica di accedere dalla postazione alla quale faceva il consulente al pc dove sarebbero stati copiati i file” degli atti dell’interrogatorio di Giampaolo Tarantini, l’imprenditore coinvolto in inchieste sulla sanita’ in Puglia. In particolare i legali hanno precisato che il loro assistito all’epoca dei fatti lavorava come assistente per i file audio delle intercettazioni telefoniche per i difensori e non era in rete con i pc con la Procura.

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