“Quanto accaduto qualche giorno fa a Palazzo Balsamo, durante il Consiglio Comunale, in merito alla proposta avanzata dai gruppi del Pdl e della Puglia Prima di Tutto, che avevano proposto l’assegnazione di borse di studio – del valore simbolico di 500 euro – destinate ai figli dei cassintegrati della nostra città, non può essere fatto passare sotto silenzio, come uno dei tanti incidenti di percorso, che segnano i rapporti tra chi ha il dovere di governare e chi ha il diritto di fare opposizione”. A dichiararlo è stato l’onorevole Vincenzo Barba con l’ennesima nota polemica all’indirizzo dell’amministrazione gallipolina

Essendo perfettamente a conoscenza della copertura economica di tale iniziativa, ci era sembrato doveroso dare un segnale concreto alle tante famiglie della nostra città che, falcidiate dalla cassa integrazione e dal conseguente assottigliamento del reddito, spesso in situazioni in cui soltanto uno dei due coniugi ha la fortuna di lavorare, avrebbero avuto la possibilità di veder premiati gli sforzi universitari dei loro figli con un contributo minimo, utile, magari, a comprare qualche testo e a pagare qualche retta.
Venneri, Coppola, Greco, Mariello e l’intera maggioranza hanno votato contro la proposta di elargizione di un piccolo aiuto alle tante famiglie in difficoltà e addirittura il consigliere di maggioranza Padovano, ha prima sostenuto l’iniziativa, poi la voleva addirittura ampliare proponendo di estenderla anche ai figli universitari dei disoccupati, poi ha rinunciato anche alla proposta iniziale.

Lapidario Barba: “Spiace che questa Amministrazione, sempre in prima linea quando c’è da spartire, non abbia ritenuto doveroso elargire un sostegno agli studenti che non rinunciano a studiare malgrado le difficoltà economiche di famiglia. No, per loro non c’è posto, per loro non c’è solidarietà!!! Quei denari, lo vedremo a breve, serviranno per dare qualche incarico politico a chi non si accontenta di un solo stipendio, o qualche convenzione a chi, solo e soltanto se sarà baciato dalla “baffuta dea venneriana”, promette di contraccambiare, alla prossima tornata elettorale; una tornata che mai come questa volta sarà equiparabile ad un autentico bagno di democrazia per togliere dalle stanze del potere chi non conosce il significato dell’espressione “bene comune”.

 

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