Dopo il vertice in Prefettura di ieri, i lavoratori immigrati coinvolti nello scandalo dell’azienda Tecnova, hanno occupato per tutta la notte una delle vie principali del centro di Lecce, nei pressi della Prefettura, proseguendo la manifestazione iniziata ieri al termine dell’incontro istituzionale

 

 

Con il vertice di ieri si era giunti ad un accordo tra le parti che avrebbe risarcito i lavoratori.  Dai rappresentanti del Fondo d’investimenti, titolare di quote delle societa’ concessionarie delle autorizzazioni a costruire i campi di silicio, sono giunte rassicurazioni sulla possibilita’ di pagare gli arretrati agli operai, aggiornando l’incontro a giovedi’ presso la sede di Confindustria. Ma i lavoratori che pensavano di risolvere tutto entro la giornata di ieri, hanno deciso di adottare la linea dura, inscenando una protesta con l’occupazione di via XXV Luglio per tutta la notte scorsa.

Il traffico nella zona del centro, infatti, ieri e’ stato completamente paralizzato e gia’ stamattina la situazione si presenta ugualmente difficile. Nonostante i tentativi di dissuasione di esponenti dell’ amministrazione comunale, gli extracomunitari hanno fatto sapere di voler continuare a protestare fino a giovedi’. Ma poi, l’intervento del sindaco Perrone, in seguito ad un altro vertice in prefettura per scongiurare che la situazione degeneri, ha tranquillizzato gli animi dei manifestanti che si sono resi disponibili ad occupare solo i margini del viale per garantire lo scorrimento del traffico. Dalla Prefettura non sono giunti grandi cambiamenti sull’emergenza, resta invariato l’incontro per giovedi alla presenza degli esponenti di Confindustria e delle sigle sindacali per la verifica e la garanzia del reale impegno preso ieri dai legali della Global Solar Found. resta da chiarire lo stato di schiavitù denunciato dagli stessi lavoratori e le posizioni di queste società che nascono da nuclei appaltanti e si diramano come tentacoli per tutto il Salento.

A tal proposito un appello giunge dal presidente della commissione emersione lavoro irregolare della provincia di Lecce Toni Dell’Anna. La richiesta coinvolge tutte le sigle sindacali e imprenditoriali con lo scopo preciso di costruire una piattaforma programmatica condivisa e capace di individuare e rafforzare azioni necessarie per porre rimedio ai guasti di un vero e proprio colonialismo selvaggio degli impianti fotovoltaici, che sta provocando una crisi che non è solo ambientale, ma è anche di legalità e dignità della persona.”I fondi internazionali e i colossi del fotovoltaico hanno pensato bene di investire su un territorio, quale quello salentino, dove manca una reale e mirata pianificazione, nonché un controllo sostanziale” ha dichiarato Dell’Anna. “Dal caporalato nelle campagne alla green economy, lo sfruttamento del lavoro nero non si esaurisce ma si rinnova e si trasforma.  Per questo è necessaria una cooperazione tra istituzioni, imprenditoria e sindacati, affinchè si possano mettere in evidenza situazioni di lavoro sommerso e di sfruttamento della manodopera irregolare”

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