Percussionista di spicco di origine salentina, Carlo Marzo vanta prestigiose collaborazioni con numerosi artisti, tra cui Paolo Belli, Riccardo Cocciante, Fabio Concato, Massimo Ranieri, Gianna Nannini, Stadio, Andrea Bocelli, Antonella Ruggiero, Gianni Morandi, Ron, Pooh e tanti altri.

Oltre all’intensa attività artistica, è docente di percussioni e coordinatore nazionale della “Percussion Academy” e responsabile per la Puglia della cattedra di Batteria di “Scuderie Capitani Music Academy” .

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Ho cominciato a interessarmi alla musica sin da bambino, all’età di sei anni ho iniziato a studiare il pianoforte, ed ho continuato sino ai quindici, sebben la passione per le percussioni fosse già forte e irrefrenabile. “Picchiavo” qualunque oggetto potesse emettere un suono e “tamburellavo” irrefrenabilmente il tavolo con le dita. La passione per la musica è sempre stata molto forte nella mia famiglia, in casa ci sono sempre stati numerosi strumenti musicali e ricordo che, sin da piccolo, duettavo con mio padre: lui alla tromba ed io alle percussioni, accompagnandolo con un rullante o con stravaganti strumenti creati per l’occasione, che divertimento!

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Nonostante l’innata passione per le percussioni, da bambino mio padre m’indirizzò verso uno strumento ben più “classico” come il pianoforte. Per nulla soddisfatto, dopo solo qualche anno di lezioni private ero deciso ad abbandonare del tutto gli studi musicali, ma i miei genitori si decisero a iscrivermi in Conservatorio, nella classe di strumenti a percussione. Era l’anno 1992 e da quel giorno non ho mai più smesso! Mi sono diplomato nel 2001, successivamente ho conseguito due lauree di secondo livello in Didattica dell’Insegnamento Strumentale e in Discipline Musicali indirizzo Interpretativo – Compositivo. Contemporaneamente al percorso di studi in conservatorio ho iniziato a studiare percussioni moderne con i M° Stefano Rossini, Arnaldo Vacca, Massimo Carrano, Louis Agudo, Robertinho Silva, Giovanni Imparato, Horacio “el negro” Hernandez.

Cos’è la musica per te? Come mai, tra i vari strumenti, hai scelto gli strumenti a percussione?

La musica, io vivo per lei. Non è retorica, ma nel mio caso è la pura verità. Senza, non saprei cosa ne sarebbe stato della mia vita, rappresenta la mia passione, ma, fortunatamente, anche il mio lavoro e non riuscirei ad immaginare un’esistenza senza di essa.
Per tale ragione, la scelta dello strumento è stata del tutto naturale. All’epoca non ero attratto da uno strumento a percussione in particolare, ma ero affascinato dalla possibilità di produrre suoni attraverso la percussione di oggetti e strumenti musicali: erano le infinite possibilità e combinazioni che alimentavano la mia creatività e, dunque, la mia passione. Ancora oggi è questo il tratto predominante del mio stile, che contraddistingue ogni mia esibizione. È la ricerca di suoni sempre nuovi e originali, frutto dell’applicazione di differenti tecniche percussive proprie di un particolare strumento ad uno completamente differente, in un costante lavoro di sperimentazione, musicale e culturale.

Qual è il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Il mio pregio è la “maniacale” – così dicono – accuratezza nella ricerca della perfezione. Il mio peggior difetto – così dicono, ahimè – è la “maniacale” accuratezza nella ricerca della perfezione.

Tra le tue esperienze e prestigiose collaborazioni, quali ricordi con soddisfazione?

Tra le tante collaborazioni, ricordo con particolare soddisfazione quelle con gli Stadio, Fabio Concato, Ron, Riccardo Cocciante, Massimo Ranieri e attualmente con Samuele Bersani, per non dimenticare in ambito classico le esperienze col M° Riccardo Muti e il M° Luis Bacalov, sebbene ogni singola esibizione con ognuno di questi grandi artisti sia stata un’esperienza unica, che mi ha arricchito molto. Tra le locations più suggestive, sicuramente il palco del del Teatro “Ariston” di Sanremo è tra le più emozionanti e belle.

Ai giovani che incominciano a studiare musica e ai giovani musicisti emergenti cosa consigli?

Totale abnegazione per realizzare i propri sogni! Bisogna studiare, studiare e ancora studiare, scegliendo con cura i propri insegnanti e poi suonare, suonare e ancora suonare. I musicisti italiani sono sempre più preparati e non c’è posto per i musicisti mediocri. La fortuna è importante, ma non ci si può affidare solo a questa, nulla accade solo per fortuna. É necessario perseverare nel percorrere la propria strada e nel voler realizzare i propri sogni.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

L’augurio è che la situazione economico-culturale possa decisamente migliorare. Nel nostro paese, a differenze di altri nel mondo, è sempre più difficile fare musica, soprattutto buona musica. C’è bisogno di un cambiamento che speriamo arrivi in un futuro non troppo lontano.
Per quel che mi riguarda, “bolle in pentola” un tour estivo con un celebre artista e tanti altri live in giro per lo stivale.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Ringrazio i miei endorsement MEINL PERCUSSION, UFIP CYMBALS e KORG WAVEDRUM e corrieresalentino per avermi ospitato nelle sue pagine.
Questo è l’indirizzo del mio sito web: www.carlomarzo.it per chiunque voglia sottopormi dei quesiti o abbia delle curiosità, e v’invito a cercarmi anche su facebook e myspace, sto predisponendo una sezione interamente dedicata alla didattica, con video-lezioni tematiche.
Un saluto a tutti i lettori.
Keep in touch!!!

Ringraziamo ancora l’illustre musicista Carlo Marzo per il tempo e la cordialità prestata. Un augurio per i progetti presenti e futuri da tutta la redazione.

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