Le piazze ritornano ad essere protagoniste politiche. Domani 9 aprile la mobilitazione dei giovani leccesi contro il precariato come condizione esistenziale e contro la disoccupazione dilagante che rappresenta la condanna dei giovani costretti, anche dopo anni ed anni di studio, a ritrovarsi senza un impiego

o a dover svolgere lavori di ripiego che non hanno collegamento alcuno con gli studi svolti o con i titoli conseguiti.
“Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta” recita lo slogan della manifestazione, “Liberiamoci dalla precarietà”.
I giovani sono stanchi, ma soprattutto sono stufi del binomio giovani-futuro: il presente è la parola chiave. E’ attraverso il presente che possiamo assicurarci un futuro migliore. Precari, disoccupati, lavoratori autonomi e studenti quindi scenderanno in piazza “ per rivendicare i diritti che oggi ci sono negati”.
“Il dato preoccupante è l’assenza di prospettiva generale. Quando l’agenda politica si ricorda di noi, non agisce nel modo corretto; si parla sempre di giovani e futuro, ma questo è un abbinamento dietro al quale ci si nasconde per proiettare i giovani al futuro ignorando i bisogni del presente. Il senso della giornata di domani non è quello di chiuderci in un recinto e dire guardateci! Ma lanciare un appello ai cittadini, anche a coloro che non sono vicini a noi per quanto riguarda l’età anagrafica, ma che vicini si sentono comunque con le idee” spiega Luca Toma, responsabile della Cgil, durante la conferenza stampa di questa mattina per la promozione dell’iniziativa. Insieme al responsabile Toma, Paolo Paticchio, presidente dell’associazione culturale Terra del Fuoco, nel suo intervento spiega le motivazioni dell’adesione: “Credo che ci sia bisogno di far uscire la questione generazionale e questa inziativa  rappresenta una luce, un faro sulla questione. Un paese che non investe sulla fascia giovanile è un paese che non cresce.”
Alessia Bleve, presidente dello spazio sociale ZEI, che ha organizzato in parte la manifestazione di domani, ha illustrato il programma della giornata ed ha spiegato che: “C’è stata la volontà di coinvolgimento non solo degli artisti, ma anche dei giovani. Vogliamo rivolgerci a chi ha ormai una cieca rassegnazione ed una sorda assuefazione, a coloro che sono stati portati a credere che i diritti vengono concessi e non che nascono con l’individuo.”
In rappresentanza dei giovani, è intervenuto lo studente, o meglio “giovane non più disposto a tutto”, Alessandro Martines: “ Dal 2 aprile fino ad oggi i contenuti della manifestazione sono stati portati in molti comuni della provincia: Galatina, Nardò, Maglie, Gallipoli, Castrignano dei Greci, Martano, Muro Leccese, Casarano e Corigliano. Questa è una particolarità dell’iniziativa, nata dalla volontà di far uscire la protesta dal capoluogo. Oltre ad un’adesione incondizionata, quello che abbiamo notato è la precarietà come condizione esistenziale e non come situazione contrattuale e questo è un dato sconcertante.”
L’appuntamento a Lecce è per le ore 19, in piazzetta Castromediano (nei pressi di Palazzo Carafa).

 

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