Le tre big hanno lanciato un segnale: il campionato è ancora aperto, e si deciderà probabilmente nelle ultime due giornate. Al vertice la classifica non cambia, eccezion fatta che per il quarto posto; ma procediamo con ordine: Il Milan vince a Firenze per 2-1, grazie ai gol di Seedorf e Pato

(Vargas per i viola), in una giornata che i rossoneri ricorderanno più per la seconda espulsione consecutiva di Ibrahimovic che per la vittoria in sé. L’attaccante svedese, al ritorno in campo dopo le tre giornate di squalifica ricevute per il pugno a Marco Rossi in Milan-Bari, ci è cascato di nuovo,offendendo il guardalinee: rosso diretto e di nuovo tre turni di stop, anche se la società rossonera ha annunciato il ricorso. Ma cosa ha il giocatore ex Barcellona? Da molto tempo non è più lui, non riesce più a segnare e ad essere decisivo come ad inizio campionato. Probabilmente l’ennesima uscita di scena prematura dalla Champions, dove come al solito il gigante di Malmo ha  recitato la parte della comparsa, ha avuto su Ibra un contraccolpo non  certo positivo, ma un vero campione dovrebbe sapersi buttare i momenti negativi alle spalle e dimostrare di essere il migliore. Evidentemente, viste anche le reazioni spropositate delle ultime due partite nelle quali ha giocato, non si può parlare di campione per un calciatore che dimostra tutto il suo talento in campionato, ma fuori dai confini nazionali è uno come gli altri. Il momento-no di Ibrahimovic sembra aver avuto un effetto positivo invece su Pato, che continua a segnare senza sosta e ad essere sempre più immarcabile per i difensori avversari.
Vince a Bologna, di fronte a quindicimila tifosi giunti da tutta Italia, il Napoli di Walter Mazzarri per 2-0 (Mascara, Hamsik); restano invariate quindi le distanze dal Milan, ma gli azzurri ci sono e non sono assolutamente da sottovalutare, soprattutto perché i tre intoccabili dell’attacco (Hamsik, Lavezzi e Cavani) quando sono in giornata sono capaci delle giocate più imprevedibili. Tra l’altro, qualora uno dei tre non dovesse esserci, la squadra non sembra risentirne molto (lo testimonia la vittoria di Bologna, arrivata senza Cavani, anche se nelle tre giornate di assenza di Lavezzi i partenopei hanno faticato e perso un po’ di terreno. Probabilmente, per la velocità, l’imprevedibilità e gli assist, il “Pocho” è quello più importante). Due punti più in giù troviamo l’Inter, impegnata mercoledì sera in Champions in una gara il cui esito (negativo) sembra scontato, che vince faticando molto contro il Chievo. Ancora una volta sotto accusa la difesa, che anche se non ha fatto recuperare palloni dalla rete a Julio Cesar, ha comunque commesso qualche errore che poteva risultare decisivo.  2-0 (Cambiasso e Maicon), comunque, il risultato finale.
Perde terreno (e il quarto posto) l’Udinese, con la seconda sconfitta consecutiva, arrivata in casa contro la Roma. I segnali di cedimento c’erano già da un po’, e infatti i bianconeri sembrano non essere più capaci di reggere i ritmi incredibili sostenuti fino al mese scorso; se poi si aggiunge l’infortunio di Sanchez e la squalifica di Di Natale, si capisce quanto il cammino dei friulani sia diventato improvvisamente più difficile. Ad usufruirne è la Lazio, che battendo in casa per 2-0 il  Parma si riprende il quarto posto, abbandonato poche settimane fa.
Attenzione però alla Juve, che con la terza vittoria consecutiva (3-2 in rimonta al Genoa) si è portata a meno sei dall’ultimo posto valido per i preliminari di Champions League, grazie ad un buon gioco e alla fiducia ritrovata in Delneri e nei giocatori da parte della società e dei tifosi. Per la prossima stagione sono annunciati grandi acquisti, che potrebbero riportare la Juventus ai fasti di un tempo, sempre che non si spendano di nuovo tanti soldi per giocatori assolutamente inutili, come fatto negli anni passati (leggasi Diego e Martinez, tra gli ultimi “fenomeni” comprati durante il mercato estivo).
Sembra maledetto invece il Palermo, che alla seconda “prima” di Delio Rossi in panchina subisce il pareggio del Cesena in pieno recupero (2-0 fino al 91’, poi Parolo e Giaccherini hanno ristabilito la parità). Maledetta la stagione anche per la Sampdoria, sconfitta in casa da un grandissimo Lecce per 2-1; i meriti e i demeriti sono da dividere equamente: ai salentini vanno grandi elogi per le recenti prestazioni e risultati, mentre ai genovesi non si può non rimproverare un mercato scellerato e una posizione di classifica non certo degna della rosa.
Infine, pareggi per 1-1 in Cagliari-Brescia e Bari-Catania.