La trentaquattresima giornata di campionato regala il primo verdetto della stagione: il Bari, dopo otto mesi di agonia, è ufficialmente in Serie B. La sconfitta casalinga contro la Sampdoria per 1-0 (che non vinceva in trasferta da novembre, sempre in Puglia contro il Lecce) condanna i biancorossi

a tornare nella cadetteria, categoria lasciata due anni fa. Per i blucerchiati è ancora terzultimo posto insieme al Lecce, che ha perso contro il Genoa per 4-2 (dopo esser stato due volte in vantaggio). Si allontana dalla zona calda, anche se solo di due punti, il Cesena, vittorioso nel derby contro il Bologna per 2-0 grazie alle reti di Giaccherini e Malonga; all’ottimo momento di forma dei bianconeri non ne corrisponde uno altrettanto buono per i rossoblu, alla quarta sconfitta consecutiva (anche se la salvezza, se escludiamo un clamoroso tracollo, è ancora saldamente nelle loro mani).
Per restare nella zona calda, ottimo successo del Parma ad Udine per 2-0, ottenuto grazie alla doppietta di Amauri; i gialloblu hanno trovato in Colomba un tecnico che ha riportato serenità e sicurezza in un ambiente delusoo dai risultati inaspettati di questo campionato. Gli effetti della sua cura sono stati immediati: due vittorie su due, entrambe per 2-0, contro avversari di altissimo livello come Inter e Udinese; dovesse continuare così, la salvezza non sarebbe certo un problema. La squadra di Guidolin invece non è riuscita a ripetere l’impresa di Napoli ed è incappata nella terza sconfitta in quattro gare; i friulani sono ancora al quinto posto ad un punto dalla zona Champions, ma si sta facendo sempre più incalzante il pressing della Roma, ora lontana solo tre punti.
I giallorossi, infatti,  vincendo in casa contro il Chievo per 1-0 (con tantissime palle-gol sprecate) si sono portati a cinquantasei punti, a sole quattro lunghezze dal quarto posto occupato dai cugini della Lazio. Proprio i biancocelesti hanno sprecato una grandissima occasione per staccare le inseguitrici e per portarsi a meno due dal Napoli, perdendo a Milano contro l’Inter. Dopo l’iniziale vantaggio, arrivato su calcio di rigore procurato e trasformato da Zarate, i laziali sono stati, per ammissione dello stesso Reja, un po’ “narcisisti”, e hanno permesso alla squadra di Leonardo di pareggiare prima e di portarsi in vantaggio poi. Il tutto in superiorità numerica, visto che in occasione del rigore Julio Cesar è stato espulso per fallo da ultimo uomo. I nerazzurri ora sono secondi, perché il Napoli ha perso a Palermo per 2-1 (per la prima volta i partenopei hanno perso due partite di fila), ma il Milan è lontano ancora otto punti e difficilmente perderà il primato nelle ultime quattro giornate. Vincendo a Brescia per 1-0 i rossoneri hanno dato il secondo sprint decisivo verso il titolo, che al novantanove per cento tornerà in via Turati dopo ben otto anni di attesa.
Male invece la Juve, che si allontana ancora una di più dalla zona europea: dopo esser stata in vantaggio per 2-0 sul Catania, i bianconeri si sono fatti raggiungere prima da Gomez e poi, all’ultimo secondo, da una punizione millimetrica di Lodi, che ha pietrificato Buffon e consegnato al Catania un punto insperato. La salvezza, però, resta ancora da sudare fino all’ultima partita.
Ottima vittoria della Fiorentina a Cagliari, firmata da un giocatore che non ha mai avuto troppe occasioni per mettere in luce il suo talento, Alessio Cerci. Il centrocampista del vivaio della Roma, infatti, ha messo a segno la doppietta decisiva per il 2-1 dei viola.
Un sospiro di sollievo per gli amanti del calcio spettacolare e ricco di gol: nessuna partita è finita 0-0.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

9 + sedici =