In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.

Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Omelia

Come sempre il Vangelo di Giovanni è straordinariamente carico di significati ed in esso ogni parola conta. Lazzaro infatti vuol dire “ Dio aiuta” e Betania “ città degli afflitti”. Dio aiuta chi è afflitto, qualunque sia il tipo di afflizione o sofferenza che ha.
Dio è vicino alle nostre sofferenze. Non gli siamo indifferenti
La riprova che Dio aiuta viene anche dopo.  Gesù arriva dopo due giorni e all’affermazione della sorella risponde con una frase strana: “ Questa malattia non porterà alla morte ma è per la gloria di Dio”. Uno sulle prime non si sente certo aiutato da una frase del genere. Anzi genera sconcerto
Però dovete pensare che nel Vecchio Testamento la Gloria è ciò che si manifesta quando Dio crea. Quando Dio crea, c’è gloria e c’è gloria perché c’è vita. Dunque va a creare di nuovo la vita come nel capitolo 1° del libro della Genesi. E quando fa queste cose Dio è gioioso. Sa che la morte non è che una specie di siesta pomeridiana che viene interrotta dalla sua parola. Dio nella Bibbia dà la vita con la parola proprio perché lui è l’essere, la vita.
Questo, Marta la sorella di Lazzaro sembra non averlo capito molto bene visto che gli dice «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà»
Come nel Vangelo della settimana scorsa, Gesù vien considerato una specie di santone ma non Dio. Ecco perché risponde: “«Io sono la risurrezione e la vita;”
“Io sono” le stesse parole dette a Mosè sull’Oreb. Dio è vita. Ma se Dio è vita, Dio è partecipe delle nostre vicende e non avulso da esse. Anche se la morte è una breve siesta, anche se una ferita orrenda per lui è un taglietto, lui è talmente sensibile  partecipe delle nostre sofferenze da essere solidale con noi e piange.
Perché anche se sono momentanei ( non lo dice anche san Paolo?) lui ha compassione di noi e del nostro disagio di fronte al male fisico fatto di ferite, delusioni, umiliazioni angosce, sofferenze e puzza.
Entrando nella storia umana, Gesù ha voluto accettare tutto ciò che comportava in termini di male. Ma lui è la Vita ed è più forte di ogni male.
Il suo “ Vieni fuori” ci rimanda al tono con cui Dio crea nella Genesi. Perché? Perché Dio è vita e lo stesso Gesù che risuscita Lazzaro è sempre lo stesso Gesù che all’inizio creava il mondo.
La risurrezione è una nuova creazione. Dio che è vita, è creatore della vita e ce la ridarà per l’eternità. E siccome, la vita va in lui a braccetto con lo splendore della sua manifestazione, anche noi prenderemo parte alla sua gloria. Con tutti gli angeli ed i santi.
Non a caso Ireneo di Lione ha scritto “ La gloria di Dio, la gioia di Dio, è l’uomo vivo e vegeto pienamente realizzato”.

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