“Comprendiamo l’amarezza ed il nervosismo di Alfredo Mantovano per aver compiuto un gesto dal quale forse vorrebbe ma non riesce piu’ a tornare indietro e dal quale tutti noi gli abbiamo chiesto di recedere ieri, ma questo non giustifica i suoi ingenerosi attacchi al governo Berlusconi

e alla sua maggioranza”. E’ quanto affermano in una nota i parlamentari pugliesi del Pdl. In una intervista al ‘Quotidiano di Puglia’ l’ex sottosegretario all’Interno aveva criticato i parlamentari di non contrastare la ‘golden share’ della Lega sul governo. “Mantovano nei giorni scorsi ha commesso la leggerezza, singolare per un esperto sottosegretario agli Interni, di precipitarsi a Manduria ad impegnarsi su numeri e situazioni che erano ancora in itinere come era ovvio che fosse, data l’emergenza in atto”, spiegano i coordinatori regionali del Pdl della Puglia, Francesco Amoruso e Antonio Distaso, i coordinatori provinciali, i senatori Giorgio Costa, Carmelo Morra, Pasquale Nessa, Salvatore Mazzaracchio, Michele Saccomanno, Simona Licastro, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Cosimo Gallo e i deputati Luigi Vitali, Donato Bruno, Pietro Franzoso, Luigi Lazzari, Simeone di Cagno Abbrescia, Gabriella Carlucci, Ugo Lisi, Elvira Savino, Vincenzo Barba, Francesco Sisto, Antonio Pepe, Benedetto Fucci. “Mentre lui si dimetteva – aggiungono -, salendo sul carro della protesta populista (e passando in pochi giorni da invitare il ministro Calderoli a Lecce ad attaccare a testa bassa la Lega), il presidente del Consiglio ed il governo raggiungevano con regioni province e comuni un primo accordo che sta consentendo di smistare gli immigrati in tutta Italia. Cosi’ come in quelle ore, gli stessi parlamentari che Mantovano denigra dicendo che ‘vivono di politica’ e sono ‘chiusi nel Palazzo’, facevano politica seriamente, entrando nel palazzo del Viminale e trovando piena disponibilita’ del ministro Maroni per un piano per la Sicurezza per i territori limitrofi al campo di Manduria nel quale, sempre per effetto di dialogo e non di populistiche dimissioni, saranno rafforzate le misure di sicurezza per evitare le fughe e non ci saranno mai piu’ di 2.900 persone che gia’ in queste ore stanno andando nei campi gia’ allestiti, come Palazzo San Gervasio, e nelle prossime ore andranno in Toscana e in Piemonte”. I parlamentari concludono: “Piuttosto che correre a dimettersi, Mantovano avrebbe potuto come noi e come tutti i ministri, anche meridionali, del governo Berlusconi, affrontare l’emergenza dal suo posto e con senso di responsabilita’. Le sue dimissioni, inopportune in un momento tanto difficile per il nostro Paese e per l’Europa intera, non cancellano certo l’emergenza. Le sue dichiarazioni di oggi, che ondeggiano tra condizioni poste per il ritiro di quelle dimissioni e accuse ingenerose rivolte al governo Berlusconi e a tutti noi rappresentanti del territorio, hanno il sapore di un ripensamento tardivo e maldestro nel quale peraltro sembrano sparire anche le ragioni del territorio di Manduria e della Puglia che noi, dall’interno del governo e della maggioranza, continueremo a difendere”.