Foto Andrea Stella”La gestione dell’emergenza e’ stata in parte condizionata da una questione di carattere ideologico, la linea del Foera di Ball, il cui corollario, per me inaccettabile, finora e’ stato: tutti al Sud”.

 

L’ex sottosegretario dell’Interno Alfredo Mantovano, intervistato dal Corriere della Sera e dal Giornale, spiega che rientrerebbe nel governo solo a tre condizioni: ”una tendopoli in ogni regione italiana, un controllo stretto su tutti i centri e la piena attuazione dell’articolo 20 della Bossi-Fini”, cioe’ ”un permesso di soggiorno provvisorio di sei mesi che consente ai migranti di circolare in tutta l’area Schengen”.

”Come ha ricordato il capo dello Stato, nelle emergenze il carico va ripartito in modo equilibrato sul territorio, da Nord a Sud”, sottolinea Mantovano. ”E invece ci sono tre regioni italiane – Sicilia, Puglia e Calabria – che da tempo sopportano oltre il 60% della concentrazione dei centri di smistamento degli immigrati. Logica imporrebbe di tenerne conto”. ”Una dislocazione meglio ripartita dei migranti – aggiunge – serve anche a controllare meglio i centri, e ad impedire fughe di massa come quelle cui stiamo assistendo”.

Per Mantovano ”non basta la firma di un’intesa con la Tunisia per avere dei risultati: ci vorranno settimane per veder diminuire i flussi. Se gli arrivi finora ammontano a 20 mila clandestini, e questo trend continua, il rischio e’ che ne arrivino altre migliaia. E nel frattempo che facciamo? Servono subito strumenti”

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