Del suo suv Mercedes non resta che cenere. Ed è la seconda volta, in circa due anni, che Roberto Marti, esponente di spicco e consigliere regionale PDL, ed ex assessore alla Casa del Comune di Lecce , vede con i suoi occhi una scena del genere.

La natura dell’incendio è ancora ufficialmente incerta, ma tutto lascia pensare ad un gesto mirato; i vigili del fuoco, domate le fiamme, non hanno saputo dare indicazioni sulla causa che, alle prime luci del mattino, ha scatenato il rogo.

Il fuoristrada, un Mercedes GL, di colore nero, era parcheggiato sotto casa del politico, in una traversa di via Merine. Intorno alle 5 l’inferno di fuoco, che ha letteralmente distrutto il suv. Che si tratti di un attentato mirato è quasi certo, giacchè la sua è stata l’unica auto interessata dal rogo, che ha poi arrecato lievi danni anche a due vetture vicine.

Il fumo nero e la forte puzza di bruciato hanno destato dal sonno i residenti della zona ed il consigliere che, affacciatosi in strada, ha scorto la sua auto andare in fiamme. L’allarme lanciato ai vigili del fuoco ha fatto piombare in pochi istanti i caschi rossi, che hanno dovuto lavorare per circa un’ora e mezza, prima di riuscire a spegnere l’incendio. Con loro, i carabinieri di Lecce, gli agenti di polizia e della Digos, che adesso conducono l’indagine, per individuare i responsabili. Nella zona, non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza; nessun testimone avrebbe assistito alla scena. Gli investigatori non tralasciano alcuna pista.

Già nell’agosto del 2009, quando Marti era assessore alla casa del Comune di Lecce, ignoti incendiarono la sua Jeep Wrangler, che il politico aveva lasciato sotto casa con il finestrino aperto. Per scatenare le fiamme, in quell’occasione, bastò un accendino e della carta.

Marti, in seguito, lasciò quella delega, anche alla luce di questo inquietante episodio. Il consigliere regionale, interpellato sull’accaduto, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Solo un lapidario <<No comment>>.

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