La cantante salentina, Emma Marrone, diventata ormai una grande promessa nel panorama della musica italiana dopo la vittoria di Amici 9 e la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2011, classificatasi seconda con i Modà, continua a riscuotere grande successo.

Emma Marrone, nasce il 25 maggio a Firenze, ma successivamente si trasferisce con i suoi genitori ad Aradeo, il paese della provincia di Lecce, che l’ha vista crescere sia umanamente che artisticamente ed a cui la cantante è fortemente legata. Ma nella sua vita un ruolo molto importante sembra averlo avuto i suoi genitori, Rosario e Maria, e in particolar modo sua nonna Uccia, con la quale la cantante salentina aveva un rapporto molto speciale, a tal punto da arrivare a tatuarsi il suo nome sul suo braccio destro.
Ha conferma di tutto ciò, sono le numerose dichiarazioni rilasciate dalla cantante, in cui afferma quanto la sua famiglia abbia contribuito a farla diventare la ragazza che è oggi e che tutti descrivono positivamente, sempre pronta a dire la sua opinione, dimostrando anche di avere dei valori forti e tradizionali, primo tra tutti il valore della famiglia, e dichiarando anche di vedere in sua madre il suo ideale di donna, pronta a sacrificarsi per i propri figli. La passione per la musica sembra, inoltre, caratterizzare la famiglia Marrone e questo grazie al papà Rosario, chitarrista in un suo gruppo locale, che sembra aver trasmesso ad Emma questa amore per la musica. Una famiglia fortemente unita, sempre presente in questa crescita artistica della cantante salentina, e a cui Emma dedicò anche la sua vittoria ad Amici 9.

INTERVISTA AL SIGNOR ROSARIO E ALLA SIGNORA MARIA:
GENITORI DELLA CANTANTE EMMA MARRONE:

Prima parte

Signor Rosario, lei svolge la professione di infermiere ed è anche un musicista; a che età ha iniziato a suonale e quale strumento?

Rosario: “Avevo 8 anni quando mio padre mi regalò una chitarra elettrica…ma in realtà era una chitarra finta; però da quel giorno iniziai ad appassionarmi alla musica ed a imparare a suonare la chitarra, sia elettrica che classica. Siccome, però, prima i tempi erano abbastanza duri per riuscire a mandare un figlio, oltre alla scuola classica, anche alla scuola di musica, ho appreso solo qualche anno di studio della musica, ma poi ho incominciato ad imparare da autodidatta. La cosa che mi ha aiutato molto, è stata il fatto di aver sempre suonato in tanti gruppi locali, perché quando si suona da soli non si cresce mai artisticamente, mentre quando si sta all’interno di un gruppo si riesce meglio a maturare musicalmente, imparando anche dagli altri delle tecniche del suono e confrontandosi a vicenda.”

Qualcun’altro della sua famiglia è appassionato di musica?

Rosario: “Si…c’è anche l’altro mio figlio, Francesco…lui ha frequentato una scuola di musica…suona il sax e ora sta prendendo lezioni per imparare a suonare la batteria.”

E’ stato lei quindi, Rosario, a trasmettere questa passione per la musica a sua figlia Emma?

Rosario: “Diciamo si….”

Maria: “Diciamo anche che in qualche modo l’ha imposto ad Emma…infatti all’inizio lei non era per niente contenta…lei voleva fare la ginnasta…”
Rosario: “Emma aveva 9 anni quando incominciò a fare una ginnastica a corpo libero, facendo anche degli stage con Adriana Volpi, che all’epoca era una campionessa italiana, la quale più volte era venuta nella palestra in cui Emma si allenava praticando appunto la ginnastica artistica…ma io sentendola cantare ho capito fin da subito che la sua voce era speciale…e per questo ho cercato di convincerla ha iniziare a cantare.”

Com’era Emma da piccola?

Rosario: “Emma quando è nata era molto piccola…anche per questo io lo sempre chiamata Chicca…”

Maria: “Era una bambina abbastanza giudiziosa….andava bene a scuola…e decise di frequentare il liceo classico perché amava le materie umanistiche; da piccolina avrebbe voluto iscriversi all’Università…e come tutti i bambini, diceva di voler fare da grande la ginnasta…poi la spicologa…poi la veterinaria…poi la pediatra…e noi poi, come tutti i genitori, speravamo che un domani potesse anche conseguire una laurea o almeno poter raggiungere dei traguardi che li garantissero un futuro positivo…e invece poi la musica, che inizialmente la vedeva come una imposizione, ha incominciato a coinvolgerla sempre di più…”

Rosario: “Non è stata proprio una mia imposizione…e che Emma fin da piccola aveva una voce straordinaria….riusciva a prendere delle note molte alte con delle canzoni molto difficili, come quelle della grande Mina o di Patty Pravo…usando il diaframma senza che nessuno gli avesse mai insegnato a farlo…e tante altre erano le canzoni molto difficili che lei riusciva a cantare come se bevesse un “bicchiere d’acqua.”

Emma ha iniziato a cantare giovanissima in un gruppo in cui anche lei, papà Rosario, suonava, e questo gruppo si chiamava i “Karadreon”; mi può raccontare quell’episodio? E quanti anni aveva sua figlia?

Rosario: “Aveva 9 anni quando io decisi di portala a cantare nel gruppo in cui suonavo, appunto i “Karadreon”, un nome che derivava da quello arcaico di Aradeo, il nostro paese; eravamo in una piazza, in quanto eravamo stati invitati ad una festa cittadina organizzata da un Comune locale, ed era molto tesa, nervosa, aveva paura di sbagliare…però a noi grandi, a noi che suonavamo, ci dava invece una sicurezza enorme…perché la vedevamo tranquilla…ma io invece, da papà, mi accorgevo della sua tensione…però una volta che li davi in mano il microfono…tutto la sua agitazione scompariva. In realtà ormai ho capito, già da tempo, che la musica in lei è qualcosa d’innato; un cantante che ha studiato la musica, il canto, conosce bene le note…lei non ha mai studiato niente di questo eppure riusciva a seguire i ritmi e ha saper prendere bene le note.”

Rosario, lei oggi suona nel suo gruppo locale H2O, creato già da tempo e di cui anche Emma ne ha fatto parte per un periodo; che ricordi ha di quella esperienza in cui condivideva quello stesso “palco” insieme a sua figlia? Dove suonavate solitamente?

Rosario: “Si…prima che Emma partisse per la scuola di Amici, cantava nel mio gruppo, H2O…avevamo bisogno di un’altra cantante e lei era perfetta, anche perché ha sempre cantato in dei gruppi locali. Mi ricordo che caricava le casse, i microfoni (a volte gli ho dato anche i miei per aiutarla) e andava a suonare nei pub con altri suoi gruppi, composti da giovani ragazzi. Anche con il mio gruppo, andavamo a suonare in qualsiasi pub…dove venivamo chiamati noi andavamo a suonare…e mi ricordo che quando Emma cantava nel mio gruppo, tra me e lei c’era sempre un pò di tensione…tipica tra padre e figlia…forse anche perché abbiamo lo stesso carattere…ma una volta che si iniziava a cantare e a suonare insieme, andava tutto bene; lei era eccezionale…e pur non conoscendo la note musicali, era in grado di accorgersi se qualcuno di noi sbagliava l’accordo e ce lo diceva subito.

Emma prima di vincere Amici, aveva vinto un altro programma televisivo, “Superstar Tour”, entrando a far parte del gruppo “Lucky Star”; in realtà quell’esperienza è stata un totale insuccesso e dopo poco il gruppo si è anche sciolto. Da genitori, come avete vissuto quel periodo? Come reagì Emma in quell’occasione e, soprattutto, quale fu anche la vostra reazione?

Maria: “Abbiamo reagito con molta serenità e tranquillità…io ho sempre detto ad Emma che nella vita bisogna provare, perché a volte un rimpianto fa più male di una mancata realizzazione e quindi è giusto che lei quella volta abbia deciso di provarci; però gli ho sempre anche fatto capire che non bisogna mai fermarsi di fronte ad una delusione, bisogna sempre avere il coraggio di andare avanti…e lei sinceramente alla fine quella delusione l’ha presa molto bene…nel senso che, di solito, si parla di questi ragazzi che finiscono sotto le telecamere come se magari poi dovessero vivere chi sà quali tragedie nel momento in cui queste telecamere dovessero spegnersi…Emma non l’ha vissuta in questa maniera…certo è chiaro che la delusione è stata tanta, perché lei ci credeva in quello che faceva e dimostrazione di ciò lo era il fatto che, anche a “Super Star”, non è mai andata al televoto, ed era sempre promossa dalla giuria…e quindi in lei cominciava ad esserci la certezza che poteva farcela; poi una volta che questo progetto non è andato in porto e il gruppo si è poi sciolto, lei comunque è ritornata tranquillamente a casa. Emma rimase più che altro delusa dal talent, ma non dalla musica, continuando sempre a cantare, nonostante i riflettori si fossero spenti…anche perché a lei non è mai interessato quello…non voleva assolutamente che la sua arte fosse quella di stare costantemente sotto i riflettori delle telecamere.”

Rosario: “Infatti, quando Emma tornò da questa esperienza creò un suo gruppo, i M.j.u.r., acronimo di Mad Jesters Until Rave, con i quali ha anche realizzato un album, pubblicato nel 2008, e che è stato il frutto di tanti sacrifici fatti sia da lei che dai ragazzi del gruppo, registrando a spese loro questo cd a Torino. Quindi anche dopo la delusione dal programma “Super Star”, lei ha sempre continuato a cantare e noi abbiamo continuato a sostenerla…perchè siamo una famiglia molto unita e quel poco che abbiamo cerchiamo di darlo ai nostri figli…e al dì là del fatto che lei adesso è diventata una cantante famosa…noi cerchiamo ancora di starle vicino, appoggiandola sempre, anche perchè per noi rimane sempre e comunque nostra figlia, la nostra Chicca…ed infatti anche tutt’ora che lei è indipendente, in quanto vive a Roma, noi tutte le sere ci sentiamo…perché come accade a tutti i genitori si vive con l’angoscia del figlio o della figlia che vive lontano da casa…sia che sia una cantante conosciuta e sia che sia uno studente che vive fuori casa.”

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata domani