Il violino elettroacustico a cinque corde dell’illustre violinista ammalia chi lo ascolta, noto e affermato nella scena salentina , ormai conosciuto nel resto del paese ma anche all’estero. Francesco  Del prete originario di Campi Salentina, diplomato nel 1996 in violino sotto la guida del maestro Ennio Catanese

presso il conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, ha perfezionato i suoi studi frequentando prestigiosi corsi di perfezionamento. Nel 2004 si è diplomato al Conservatorio di Lecce col maestro Luigi Bubbico e nel 2008 ha conseguito la laurea di II livello nella classe di violino. Lo abbiamo intervistato :

Partiamo dalle tue origini artistiche, quando hai iniziato ad interessarti alla musica?

Per cominciare farei una distinzione: ho cominciato a strimpellare il violino all’età di dieci anni, diplomandomi finalmente nel 1996 al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce; ma non esagero affatto quando affermo che il vero interesse verso la Musica è arrivato qualche anno dopo il diploma. Si è trattato di un percorso certamente lento, ma inesorabile; sicuramente l’incontro che ha cambiato la mia vita è stato quello col Jazz, o meglio, con la musica improvvisata.

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico.

Mi limito ad elencare i gruppi con i quali ho collaborato e che, col senno di poi, si sono rivelati anche un’ottima palestra dove sperimentare idee musicali personali e perfezionare le capacità di esecutore: ARAKNE MEDITERRANEA, TARANTULA RUBRA, DEMOTIKA ORKESTAR, NIDI D’ARAC e MANIGOLD sono le formazioni più note al grande pubblico che hanno permesso di esibirmi un po’ dappertutto – Giappone, Francia, Slovenia, Germania, Grecia e Italia in lungo e in largo – e realizzare svariati lavori discografici. Dal 2003 al 2008 inoltre sono stato il violinista ufficiale dell’ormai noto festival salentino LA NOTTE DELLA TARANTA, e ciò mi ha permesso di condividere lo stesso palco con artisti del calibro di Stewart Copeland, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Piero Pelù, Caparezza, Teresa De Sio, Gianna Nannini, Capossela, Richard Galliano, Ares Tavolazzi, Franco Battiato, Ambrogio Sparagna, Giovanni Lindo Ferretti, Vittorio Cosma, Mauro Pagani…

Quali sono  il tuo pregio e il tuo peggior difetto artisticamente?

Credo di poterli unificare: sono incontentabile…  ciò mi permette, quantomeno, di provare a migliorarmi costantemente, ma questo d’altro canto comporta tempi lunghi prima di sentirmi soddisfatto del mio lavoro.

Fare della musica il proprio sogno. E scoprire che i sogni possono diventare realtà”. Questo è scritto nel tuo sito web ufficiale www.francescodelprete.it …  cos’è la musica per te? Perché hai scelto il violino elettro-acustico a cinque corde?

Riprendendo il discorso riguardante la musica improvvisata, chiudere gli occhi e poter andare oltre le note scritte su uno spartito musicale credo sintetizzi alla perfezione la mia necessità di libertà. Anche quella di poter scegliere, possedendo le competenze accumulate con lo studio e l’ascolto, la musica che più mi rappresenta.
Il violino è a cinque corde semplicemente perché la V corda – un Do da viola – mi consente di allargare verso il basso le frequenze utilizzate mentre suono; e spostarmi verso le note più gravi del pentagramma solletica le sensazioni che si trovano nella mia pancia.

Come nasce una tua composizione? Come nasce l’ispirazione per un nuovo brano?

Nelle maniere più disparate; ma la maggior parte delle volte sono dei semi gettati durante le improvvisazioni che adeguatamente fertilizzati assumono consistenza tale da diventare delle canzoni strumentali. Quel che detta le mie azioni musicali comunque è la necessità di abbinare le mie note con delle immagini che le rappresentino al meglio. Prendo l’esempio di “Rivers in reverse”, un brano nel quale sin dal titolo è palese l’utilizzo di un effetto della pedaliera, il reverse per l’appunto, che permette di registrare una frase musicale e riprodurla al contrario, con degli effetti timbrico-sonori molto originali; il titolo viene fuori perché, oltre a “giocare” con le parole, l’immagine di fiumi che scorrono al contrario mi suggestiona positivamente.

Tra le tue varie esperienze, quali ricordi con soddisfazione?

Un posto particolare tra i ricordi più emozionanti occupa certamente l’esibizione a LA NOTTE DELLA TARANTA 2006 a Melpignano (Le): dopo tre ore e mezza di concerto il M° Ambrogio Sparagna mi ha lasciato solo davanti ad un fiume di gente, libero di esibirmi in un assolo con violino a 5 corde e loop machine, gettando così il germe di quello che due anni dopo sarebbe diventata la mia massima “estrinsecazione”, Corpi d’Arco.

Ci vuoi parlare del tuo progetto “Corpi d’arco”?

Citare testualmente dal booklet del cd CORPI D’ARCO, che ho pubblicato nel dicembre 2008, credo chiarisca sufficientemente:
“CORPI D’ARCO è un progetto che nasce dall’esigenza e dalla voglia di superare quello stereotipo, ormai radicato, che identifica il violino come uno strumento ad utilizzo prettamente melodico.
CORPI D’ARCO rappresenta un lungo percorso intriso d’improvvisazioni ed arrangiamenti che si rincorrono l’un l’altro fino a diventare due entità interdipendenti dove l’una richiama l’altra e l’altra ricama attorno all’una.
CORPI D’ARCO e’ uno spettacolo innovativo, uno spettacolo dalle tonalità celesti come il D&H a 5 corde francese utilizzato in ogni passo dell’esibizione e accompagnato da loop machine e pedaliera multieffetto. Così i colpi d’arco diventano corpi d’arco, ed un violinista si scopre bassista, chitarrista, percussionista… nella costruzione di brani originali”.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Proprio in questi giorni sono in studio di registrazione; sono al lavoro sul mio secondo cd da solista che uscirà dopo l’estate e che prosegue la strada tracciata da Corpi D’Arco, ma con suggestioni nuovissime.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A te l’ultima parola…

Spero con quest’intervista di aver stuzzicato la curiosità dei lettori..  assistere ad una mia esibizione dal vivo lo ritengo, dunque, un inevitabile passo successivo…

Ringraziamo ancora l’illustre violinista Francesco del Prete per il tempo e la cordialità prestata. Un augurio per i progetti presenti e futuri da tutta la redazione.

 

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